Il Tirreno

Grosseto

confagricoltura  

Un futuro al settore ovicaprino «Ecco come si può garantire»

Un futuro al settore ovicaprino «Ecco come si può garantire»

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Il settore ovi-caprino avrà un futuro solo se si cambia il punto di osservazione da cui al comparto si è guardato fino a ora. E cioè è obsoleto ormai “l’approccio” secondo cui i problemi del settore si affrontano «con uno spirito di mantenimento delle aziende piuttosto che puntare allo sviluppo programmatico e progettuale di esso, nel lungo periodo». Ne è convinta Angela Saba, presidente nazionale e regionale di settore di Confagricoltura.

Il settore ovi-caprino, a causa delle alterazioni climatiche, sta soffrendo una grave crisi idrica, rammenta Saba. Servono invasi e consorzi irrigui; l’assenza totale di pascoli dovuti alla siccità ha portato a un aumento di costi per il reperimento delle materie prime. E per ridurre i costi energetici alle aziende «si deve viaggiare nell’ottica della riduzione dell’utilizzo dei carboni fossili – osserva Saba – incrementando l’utilizzo delle energie rinnovabili che non dovranno occupare spazi vocati al pascolamento, ma essere localizzate in aree depresse da riqualificare, dove non è possibile fare altra attività».

Angela Saba, che ha il suo allevamento e la sua produzione casearia in località Cura Nuova di Massa Marittima, esprime poi un giudizio su uno dei temi più cogenti per il comparto allevamento: le predazioni. «Se la scelta è quella di allevare pecore e capre e non animali diversi – ne è convinta – il rischio d’impresa deve essere accettabile, altrimenti non ha più senso. Ragione per cui la pastorizia deve tornare a essere valorizzata in ogni suo aspetto: produzione di latte di qualità, di carne, di lana, del mantenimento del cotico erboso, della vita in aree depresse e disagiate».

E veniamo al futuribile Piano nazionale di ripresa e resilienza che attribuirà all’Italia 209 miliardi di euro da investire nei vari settori, agroalimentare e zootecnia compresi. «Terremo alta l’attenzione – conclude Saba – affinché si sviluppino processi straordinari di rinnovamento. Quello pastorale non dovrà più apparire alle future generazioni come una valle di lacrime, ma un settore in crescita con un chiaro messaggio di sviluppo, a condizione che si permetta alle aziende oggi esistenti di rimanere in piedi, magari con aiuti concreti e mirati».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore