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Grosseto

DOPO IL VOTO

Parla Luca Agresti, "l'uomo Forza Italia" di Grosseto: «Spero di rimanere assessore, il sindaco ci sta ragionando»

Maurizio Caldarelli
Luca Agresti, vicesindaco uscente e uomo di spicco di Forza Italia a Grosseto (Foto AgenziaBF)
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Luca Agresti, vicesindaco uscente e uomo di spicco di Forza Italia a Grosseto (Foto AgenziaBF)

Vicesindaco uscente, ha preso 936 preferenze: un grande risultato ottenuto, però, anche da altri "colleghi" del centrodestra. Qualcuno rimarrà fuori dalla giunta

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GROSSETO. Continua a tenere banco negli ambienti politici il "toto assessore". La tornata elettorale si è chiusa con gli esponenti più rappresentativi della coalizione di centrodestra che hanno fatto registrare un boom di preferenze, soprattutto tra gli uomini, che hanno messo in difficoltà i partiti e lo stesso sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che dovrà adesso cercare la soluzione migliore nella costruzione della giunta per non scontentare nessuno. La prassi prevede che il primo cittadino, proclamato ufficialmente venerdì 8 ottobre, entro 10 giorni dovrà convocare il consiglio comunale. Nella prima seduta consiliare all’ordine del giorno ci saranno l’esame della condizione degli eletti, il giuramento del sindaco, l’elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio comunale, la comunicazione dei componenti della giunta e l’elezione della commissione elettorale.

Il secondo tra i più votati è stato l’esponente di Forza Italia, Luca Agresti, vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo negli ultimi cinque anni, che innanzitutto commenta il voto: «Il consenso è stato anche superiore alle aspettative, anche se eravamo consapevoli di potercela fare fin dal primo turno. Siamo contenti del risultato, in controtendenza con il dato nazionale».

A livello personale, cosa significano 936 preferenze?

«È una grandissima soddisfazione, tant’è che ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me e hanno riconosciuto il lavoro fatto come assessore alla cultura e al turismo, ma anche come vicesindaco. Ho iniziato da tanti anni a fare politica, era il momento più difficile, perché c’era da capire la riconoscenza di un lavoro fatto e questo è stato molto positivo. Ha vinto Vivarelli Colonna ma ha vinto la squadra. Fin dall’inizio della campagna elettorale avevo la consapevolezza del lavoro svolto da questa amministrazione e dai suoi assessori, che hanno preso una valanga di voti (5.185 per l’esattezza, nda)».

Questa valanga di voti, però, adesso, vi mette in difficoltà per la composizione della giunta...

«Il sindaco ci sta lavorando e sicuramente troverà il modo migliore in un contesto che non è più lo stesso. Sono un po’ cambiati gli equilibri e quindi è normale che ci siano degli aggiustamenti».

Dei sei assessori che hanno spopolato, però, almeno uno dovrà rimanere fuori.

«Con il discorso delle quote rosa purtroppo è così e naturalmente è proprio la difficoltà che ha Vivarelli Colonna in questo momento perché riconosce il valore alla sua squadra. Il sindaco è in un momento di ragionamento con i partiti, con i consiglieri per trovare la quadra migliore. Ci sono tante persone che meritano e meriterebbero per le capacità e il risultato personale avuto. La capacità della politica a un certo punto è quella di fare sintesi».

Come saranno i prossimi cinque anni per Grosseto, quali sono le cose importanti da fare?

«Noi abbiamo un programma elettorale chiaro: lavoreremo sulle eccellenze. Abbiamo lavorato sulla riqualificazione della città. I prossimi cinque anni lavoreremo sulle eccellenze della città, penso a Grosseto capitale della cultura, capitale dello sport, penso ai finanziamenti del Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza, nda) che dobbiamo indirizzare nel miglior modo possibile; per non parlare del turismo, dell’ambiente, penso a tutti quei settori che sono strategici per l’identità del territorio, ma anche per la sua economia. Su questi naturalmente concentreremo la nostra azione».

Le piacerebbe mantenere le deleghe ricevute nella precedente legislatura?

«Sì, mi piacerebbe, perché sono convinto di non avere esaurito in questi settori le mie energie. Per quello che riguarda la cultura, durante la pandemia abbiamo sempre trovato il modo per stare vicino agli artisti, agli amatori, alle persone. Naturalmente ora dovremo in qualche modo reimpostarla, sperando di tornare alla normalità».

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