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Grosseto

la partita per l’ex calciatore 

«Restituita a Gigi quella magia che aveva in sé»

Paolo Franzò
«Restituita a Gigi quella magia che aveva in sé»

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GROSSETO. Lacrime, commozione, applausi. C’era tutto questo nell’atmosfera ovattata di una serata piovosa di ottobre al centro sportivo di Roselle, dove è andata in scena una partita di calcio tra due squadre composte da alcuni dei tantissimi amici di Luigi Ambrosio, scomparso nei giorni scorsi e che ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nella Grosseto sportiva, ma in tutti quelli che avevano avuto modo conoscere la persona, Gigi, anche per la sua attività di esercente.

In campo e fuori c’erano tutti, anche vecchi giocatori biancorossi che con Ambrosio avevano condiviso il campo di calcio, come Valvani, Bogi, Ferri e Guidoni, solamente per citarne alcuni.

«L’idea – racconta Nicola Giallini, amico fraterno di Ambrosio e uno degli organizzatori della serata – è quella di ripetere questa cosa anche negli anni a venire, in occasione del suo compleanno. Il minimo che possiamo fare per portarlo sempre con noi».

Una serata aperta dall’ingresso in campo delle squadre al seguito della piccola figlia di Ambrosio, Sofia. In campo, due squadre con un unico numero; il 9 e un unico nome: Ambrosio. «Chi l’ha conosciuto – racconta ancora Giallini – ha dentro di sé una sorta di magia. Quella che solo lui riusciva a trasmetterti col suo modo di essere, unico. Ecco, con questa cosa abbiamo provato a restituirgli un po’ di quella magia. Il calcio d’inizio con sua figlia e poi gli applausi del pubblico che malgrado il brutto tempo, è venuto numeroso a tributargli ancora un applauso. Siamo contenti anche per il piccolo ricavato che abbiamo donato alla sua famiglia, derivato dalle offerte lasciate all’ingresso dal pubblico. Gigi è davvero una di quelle persone che nessuno potrà mai dimenticare».

«Avremmo potuto fare due squadre da 50 giocatori invece che da 25 – conclude Giallini – tanti avrebbero potuto e voluto partecipare. ma non era facile. Ma come ho già detto, abbiamo deciso anche con gli altri amici, di ripetere questa cosa negli anni. È il minimo che possiamo fare credo».

Presenti all’evento anche i familiari di Gigi Ambrosio, tutti commossi da tanto affetto, ma tutti stretti dall’abbraccio di una città che quando ama qualcuno, lo fa per davvero.

Paolo Franzò

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