Sicurezza
In piazza con un coltello in mano Le urla e l’arrivo dei carabinieri
Paura ad Arcidosso: quattro militari per disarmare il 35enne bracciante in un’azienda della zona
Tommaso Silvi
ARCIDOSSO. Ha terrorizzato un paese intero. Pronunciando frasi sconnesse. Armato. A spasso nel cuore del borgo di Arcidosso. Ai carabinieri ha detto di avere dei “conti” in sospeso con altre persone. E quindi aveva scelto di girare armato. Una spiegazione confusa, che non ha convinto i militari. Hanno parlato con lui per diversi minuti. Mentre continuava a passeggiare avanti e indietro in piazza Garibaldi. Stringendo tra le mani un coltello da cucina. Con una lama lunga 20 centimetri. Prima il dialogo, poi l’azione. Lo hanno disarmato e successivamente identificato. Se l’è cavata con una denuncia. Si tratta di un cittadino del Mali, 35 anni, formalmente residente a Firenze.
CITTADINI IMPAURITI
È la sera di mercoledì quando i carabinieri ricevono la segnalazione. In piazza Garibaldi c’è un uomo con un coltello in evidente stato confusionale. Non ha atteggiamenti particolarmente aggressivi. Ma non è lucido. Si vede. E soprattutto tra le mani ha un coltello. La gente ha paura. I carabinieri di Roccalbegna, insieme a quelli di Arcidosso, arrivano sul posto. Il protocollo – in casi come questo – parla chiaro. Le forze dell’ordine devono essere “il doppio più uno” rispetto al soggetto (o ai soggetti pericolosi). I carabinieri di fronte al 35enne armato sono quattro. Indossano tutti il giubbotto protettivo e anti-proiettile. Inizia la mediazione per far ragionare l’uomo. Cercano di farlo parlare, di capire il motivo per cui abbia deciso di mettersi a girare per il paese con una lama. Quasi come se stesse premeditando un’aggressione. Il dialogo va avanti a fatica, con l’uomo che non riesce a fornire frasi di senso compiuto. Un po’ di difficoltà con la lingua, ma soprattutto uno stato di alterazione generale. Molto probabilmente dovuto all’alcol. I minuti passano e il 35enne ritrova un po’ di lucidità. I carabinieri lo fanno ragionare. Gli fanno capire che sta sbagliando e si sta mettendo nei guai. E sfruttano il momento buono per bloccarlo e disarmarlo. Lui non oppone resistenza. Viene caricato sulla pattuglia e condotto in caserma. Denunciato per porto di armi e oggetti atti ad offendere. Anche se rimane ancora da chiarire il motivo per cui si trovasse in piazza con un coltello.
L’IDENTIKIT
L’uomo che ha spaventato Arcidosso, come accennato in precedenza, ha 35 anni ed è originario del Mali, uno Stato dell’Africa occidentale storicamente afflitto dalla povertà e da una situazione interna tutt’altro che “serena”. È arrivato in Italia per lavorare, ed è residente a Firenze. Una residenza, però, poco più che formale. Perché nella realtà risulta regolarmente assunto in una ditta del settore agricolo nei dintorni di Arcidosso. Un lavoratore stagionale, quindi, che per motivi ancora tutti da chiarire ha perso completamente la testa. Almeno per alcune ore.
IL PUNTO DI DOMANDA
Quello che i carabinieri intervenuti hanno cercato di capire fin dal primo momento è il motivo del gesto dell’uomo. Lui ha risposto raccontando un litigio avvenuto con alcuni connazionali. Sarebbe questa la motivazione per cui si sarebbe deciso a scendere in strada armato. Per difendersi o per andare a caccia delle persone con cui ha riferito di aver avuto un diverbio? Questo rimane da capire. Anche se non è da escludere che la versione dell’uomo sia stata “partorita” in seguito ai fumi dell’alcol. Ci sono buone probabilità che il suo racconto sia unicamente frutto della sua fantasia. Restano quei minuti di terrore, con la gente a spiare di nascosto l’operato dei carabinieri. E resta soprattutto l’intervento impeccabile dei militari, che hanno disinnescato un pericolo per la collettività, semplicemente facendo ragionare il 35enne e intervenendo per disarmarlo con sangue freddo. Riportando la situazione alla normalità.
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