Finanza
Gestori di ormeggi hanno evaso mezzo milione
MONTE ARGENTARIO. Gestivano gli ormeggi. E non applicavano per intero l’aliquota Iva, al 22 per cento. E così hanno evaso circa mezzo milione di euro. La guardia di finanza ha scoperto “il sistema”.
L’operazione arriva in seguito all’attività in ambito balneare delle fiamme gialle. La tenenza di Porto Santo Stefano, del comandante Giovanni Cappiello, ha intercettato la maxi evasione al termine di controlli di polizia economico-finanziaria.
Dalle attività è emerso che due società hanno attestato di essere in possesso di requisiti previsti dalla normativa nazionale e regionale per la conduzione d’impresa come “marina resort” e hanno applicato agli importi riscossi dai clienti una (errata) aliquota Iva al 10 per cento, anziché quella ordinaria al 22 per cento che avrebbero invece dovuto applicare. Questo escamotage – come spiega la finanza – ha consentito alla società un indebito risparmio d’imposta al 12 per cento, ovvero la differenza tra l’aliquota prevista dalla legge e quella realmente applicata dalle due società. Le cosiddette marina resort sono strutture ricettive in grado di offrire ai turisti del mare servizi aggiuntivi rispetto ai normali porti, le cui caratteristiche attengono le dotazioni di posti barca, le attrezzature e gli impianti complementari dello specchio acqueo, consentendo quindi di utilizzare le imbarcazioni come veri e propri esercizi dove pernottare, mangiare e svolgere altre attività turistiche.
In particolare, nel caso in esame è stato rilevato che la gestione degli approdi turistici era svolta in assenza dei servizi di pulizia dello specchio acqueo e di installazioni igienico-sanitarie a servizio degli utenti in un numero adeguato all’offerta di posti barca; mancavano anche servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi, servizi di recupero degli oli esausti e delle batterie, e servizi di aspirazione di acque nere di bordo.
La finanza ha quindi constatato la dichiarazione annuale, per violazioni Iva pari a mezzo milione di euro relativamente agli anni 2016, 2017, 2018, 2019, 2020.
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