Il Tirreno

Grosseto

L'OPERAZIONE

Argentario, maxi evasione da mezzo milione di euro per due società che accoglievano le barche dei turisti

Gli uomini della guardia di finanza impegnati nell'operazione
◗
Gli uomini della guardia di finanza impegnati nell'operazione

Applicavano un'aliquota Iva più che dimezzata rispetto a quella in vigore: la guardia di finanza ha scoperto il "sistema"

2 MINUTI DI LETTURA





MONTE ARGENTARIO. Gestivano gli ormeggi. E non applicavano per intero l'aliquota Iva, al 22 per cento. E così hanno evaso circa mezzo milione di euro. La guardia di finanza ha scoperto "il sistema". L'operazione arriva in seguito all'attività in ambito "balneare" delle fiamme gialle. La tenenza di Porto Santo Stefano, del comandante Giovanni Cappiello, ha ravvisato la maxi evasione al termine di controlli di polizia economico-finanziaria.

Dalle attività è emerso che le due società hanno attestato di essere in possesso di requisiti previsti dalla normativa nazionale e regionale per la conduzione d'impresa come "Marina Resort", applicando gli importi riscossi dai clienti una (errata) aliquota Iva al 10%, anziché quella ordinaria al 22 per cento che avrebbero invece dovuto applicare. Questo escamotage - come spiega la finanza - ha consentito alla società un indebito risparmio d'imposta al 12 per cento, ovvero la differenza tra l'aliquota prevista dalla legge e quella realmente applicata dalle due società. Le cosiddette "Marina Resort" sono strutture ricettive in grado di offrire ai "turisti del mare" servizi aggiuntivi rispetto ai normali porti, le cui caratteristiche attengono le dotazioni di posti barca, le attrezzature e gli impianti complementari dello specchio acqueo, consentendo quindi di utilizzare le imbarcazioni come veri e propri esercizi dove pernottare, mangiare e svolgere altre attività turistiche.

In particolare, nel caso in esame è stato rilevato che la gestione degli approdi turistici era svolta in assenza dei servizi di pulizia dello specchio acqueo e di installazioni igienico-sanitarie a servizio degli utenti in numero adeguato all'offerta di posti barca, nonché di dedicati e specifici servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi, servizi di recupero degli oli esausti e delle batterie, e servizi di aspirazione di acque nere di bordo.

La finanza ha quindi constatato l'infedele presentazione della dichiarazione annuale, per complessive violazioni Iva pari a mezzo milioni di euro, relativamente agli anni 2016, 2017, 2018, 2019, 2020.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web