Il dolore
Tre mesi per sapere dell’esame istologico
Paziente operata a maggio scorso: «Ho avuto risposta ad agosto. E solo a settembre la cartella clinica richiesta»
Elisabetta Giorgi
GROSSETO. Tre mesi per sapere il risultato dell’esame istologico, quattro per avere copia della cartella clinica richiesta. Sono i tempi della burocrazia sanitaria lamentati da una grossetana che si è rivolta al Tirreno per raccontare il suo caso, del quale abbiamo chiesto conto ieri all’Asl Toscana sud est. Dall’azienda siamo in attesa di un riscontro.
La signora racconta il tutto con tono cordiale ma fermo e deciso. «Ho avuto una piccola operazione il 19 maggio all’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello – esordisce – Sono stata ricoverata due giorni e mi sono sottoposta a un intervento programmato in anestesia generale». Già il periodo era e continua a essere infausto per tutti: perché nel pieno della pandemia «ci troviamo a operarci senza assistenza familiare, senza accompagnatori e con tutte le difficoltà del caso». L’emergenza sanitaria ha creato mille paletti ai pazienti, costretti ad affrontare la malattia in solitudine. Oltre a questo sono arrivate altre arrabbiature. Sui tempi. «L’intervento è andato bene – racconta la paziente – Dopodiché, nei tempi tecnici, ho fatto domanda scritta all’Asl entro un mese, con il versamento richiesto di 23 euro al Cup, per acquisire una copia della mia cartella clinica. Purtroppo dopo un paio di mesi non avevo ancora ricevuto nulla. Ho ricontattato la persona di riferimento al Cup, la quale mi ha risposto che la cartella non era stata inviata perché non c’era… Ho poi telefonato all’Urp e parlato con un ragazzo gentile e professionale, il quale mi ha chiesto di inviare tutti documenti cosicché li avrebbe inviati alla persona di riferimento». Ma anche qui dell’altro tempo è trascorso. «Passato un altro mese e mezzo, a fine settembre, ecco che mi arriva la copia della cartella clinica, in un plico con raccomandata. Quindi almeno questo aspetto era risolto». Erano comunque passati quattro mesi.
«Sempre nell’ambito dell’operazione, però, ho dovuto aspettare anche per un’altra questione. Mi era stato fatto un esame istologico, e pure in questo caso ho dovuto attendere tre mesi». La risposta è arrivata ad agosto.
Una domanda. «In generale, è normale che passi tutto questo tempo per avere una risposta sull’esame istologico? Certo che se un paziente aveva un tumore era già in metastasi – dice lei – Secondo me è una disfunzione incredibile. Vero è che nel mio caso non c’erano grosse paure, ma penso ad altre persone. Penso per esempio a una mia amica sottoposta a un intervento mesi fa in cui le è stata rilevata una forma maligna di tumore, e ha aspettato 3 mesi per avere il risultato della biopsia».
La donna preferisce non comparire con sul giornale con il nome, ma ha acconsentito che Il Tirreno ieri fornisse il suo riferimento all’Asl, affinché l’azienda possa dare una risposta sul caso: tempi di consegna di un esame istologico (tre mesi) e di una cartella clinica (quattro).
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