Il Tirreno

Grosseto

rinviato a giudizio 

Le fa saltare due denti «Voleva costringermi a prostituirmi per droga»

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grosseto. Picchiata fino a farle saltare due denti. E anche costretta a prostituirsi con gli spacciatori per pagare la droga che serviva a lui.

È il racconto che una cinquantenne aveva fatto nel gennaio scorso ai carabinieri di Grosseto, dopo l’ennesima aggressione: trauma cranico, sospetta frattura delle ossa nasali, trenta giorni di guarigione, come refertato dal pronto soccorso. Il culmine di un anno di maltrattamenti, secondo l’imputazione, iniziati a febbraio, quando era cominciata la convivenza. Per questo complesso di episodi, che hanno compreso anche ripetute offese, praticamente quotidiane, un grossetano poco più che quarantenne assistito dall’avvocato Riccardo Lottini è stato rinviato a giudizio, di fronte al giudice Adolfo Di Zenzo: prima udienza a gennaio. La donna, parte offesa, assistita dall’avvocato Simone Falconi, non si è presentata all’udienza preliminare.

In aula ricostruirà di fronte al giudice il calvario al quale sarebbe stata sottoposta. Nel gennaio scorso lei, disoccupata, aveva raccontato di essere stata sposata e di essersi separata e che da poco più di un anno era andata a convivere dall’uomo adesso imputato, in città. Una convivenza che non aveva presentato problemi per i primi mesi. Lui però, aveva aggiunto la donna, spesso era ubriaco; ed era (come lei) consumatore di sostanze stupefacenti. Un primo episodio di violenza risalirebbe al febbraio 2020: i due erano in discoteca, lei stava parlando con dei ragazzi marocchini, lui si sarebbe ingelosito e l’avrebbe colpita al volto fino a farle cadere un dente. La donna non chiese aiuto e non presentò denuncia.

Un altro dente era saltato un mese dopo, nel piazzale della stessa discoteca: stessa scena. E ancora, l’episodio della richiesta di prostituirsi, in un parco: «Avrei dovuto avere dei rapporti sessuali con gli spacciatori per poi dare la droga a lui, io mi rifiutai, mi gettai a terra, lui mi prese a calci e poi se ne andò». Un’altra aggressione nello stesso parco, ma presente un’amica di lei, a maggio. La situazione sarebbe rimasta tranquilla tra il settembre 2020 e il gennaio scorso, cioè fino all’aggressione e alla denuncia: l’uomo era andato a comprare della cocaina e l’aveva fumata insieme a lei e a un amico; poi avrebbe preso a schiaffi la donna perché aveva trovato una foto di un ex di lei e si sarebbe ingelosito. Il dolore era troppo forte, la donna era andata a farsi vedere al pronto soccorso e si era poi allontanata da casa, andando a sporgere denuncia e rifugiandosi a casa di un amico. «Non lo voglio più vedere, ho paura».

E dalle sue parole era stato attivato il codice rosso, con misure, fino all’udienza preliminare dell’altro giorno di fronte al giudice Andrea Stramenga, che ha deciso per il rinvio a giudizio. Erano seguite le indagini, con le testimonianze di conoscenti che avevano ricevuto le confidenze della donna.

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