Sicurezza
Ex Copaim, 53 lavoratori a casa Il vescovo: «Prego per voi»
Roncari scende in campo sulla vertenza dell’azienda che ha cessato l’attività «Do il mio contributo per favorire il dialogo e cercare vie d’uscita praticabili»
ALBINIA. La produzione è ferma dal 30 settembre e 53 dipendenti sono in cassa integrazione. Una situazione difficile, per l’ex Copaim di Albinia su cui in queste settimane si sono concentrate trattative sindacali. A far sentire la sua vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie è Giovanni Roncari, vescovo di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Che – spiega – guarda «con attenzione e apprensione all’evolversi della situazione della Sapori e gusto toscani, ex Copaim e alla sorte dei 53 dipendenti, per i quali è stata attivata la cassa integrazione straordinaria, e delle loro famiglie. Ci rendiamo conto – spiega – che il lavoro è un bene oltremodo prezioso in un territorio come il nostro, dove il tasso di disoccupazione continua a far preoccupare e dove la presenza di industrie di trasformazione è quanto mai indispensabile per poter completare il circuito della filiera agroalimentare».
Come vescovo di questa terra «mi rendo sinceramente disponibile, laddove le parti possano ravvisarlo utile, a dare il mio modesto contributo per favorire il dialogo necessario a verificare se possano esservi vie di uscita praticabili. Leggo che c’è già un tavolo di crisi aperto in Regione, dove certamente professionalità e competenze adeguate non mancano. Tuttavia sono disponibile a fare la mia piccola parte. Senz’altro non manca e non mancherà la mia preghiera per questa vertenza e per tutti i lavoratori che vedono a rischio il loro posto. Tra pochi giorni sarò a Taranto, con una delegazione delle diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello, per partecipare alla 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”, per testimoniare quanto questi temi siano nell’agenda della Chiesa italiana con il desiderio vivo di essere accanto a chi produce e a chi lavora per rafforzare la coesione territoriale, le buone pratiche e guardare al futuro con più speranza. Questo per dire che la Chiesa c’è, concretamente; il vescovo è per voi».
La Sapori e Gusto ha cessato la sua produzione ad Albinia dal 30 settembre. E per 53 dipendenti è stata avviata la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, che si concluderà fra un anno, a settembre 2022. Tecnicamente la chiusura dell’azienda Sapori e gusto italiani, in mano a Beretta, è stata rimandata di un anno ma di fatto ha staccato la spina alle sue linee di produzione e i dipendenti hanno perso il lavoro: sono a casa. La situazione è precipitata con la perdita di una commessa (produzione di alici) che l’azienda aveva per un marchio importante della grande distribuzione.
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