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Chiazze maleodoranti sotto San Pancrazio Residenti esasperati
ORBETELLO. Chiazze marroni e maleodoranti. Acqua ricoperta da una schiuma bianca. Si presenta così l’acqua del mare di Ansedonia sotto la torre di san Pancrazio ma anche in altri punti della costa vicini alla torre.
Una situazione che è andata avanti tutta l’estate e che non è cambiata nemmeno adesso che le vacanza sono finite. Il mare è stato al limite della balneabilità. Non ci sono state ordinanze che hanno previsto divieti di balneazione ma buttarsi in quelle acque, per i turisti che avevano affittato le case e per chi lì ci abita, era davvero impossibile. «Le condizioni dell’acqua erano talmente brutte che alcuni turisti – testimonia un residente – che avevano preso la casa in affitto hanno chiesto un rimborso delle spese dato che non hanno fatto il bagno viste le condizioni davvero poco invitanti del mare». Le segnalazioni sullo stato delle acque sotto la torre di San Pancrazio si susseguono da circa due anni. Quella zona è una delle più suggestive calette del promontorio di Ansedonia. Siamo a due passi dalla torre cinquecentesca eretta da senesi. I residenti ormai sono esasperati e non capiscono perché nessuno intervenga veramente. Nei giorni scorsi poi l’acqua era veramente “indecente».
La definiscono così coloro che ormai, pur contro voglia, hanno fatto l’abitudine a vedere galleggiare “roba “marrone sull’acqua. «Spesso invitiamo ospiti – dicono i proprietari delle case – e non possiamo nemmeno portarli a fare il bagno. Siamo ad Ansedonia e chi viene non si aspetta di trovare acque marrone o schiuma bianca di cui non si capisce l’origine e la composizione». In queste settimane i residenti hanno inviato una Pec alla Capitaneria e all’Asl. Vogliono esami di quell’acqua. Impossibile, per loro, che il mare debba essere così. In più di un’occasione sul posto sono intervenuti la guardia costiera, la guardia di finanza e Arpat. Tutti hanno eseguito dei prelievi. Da cosa e da dove provengano questi sversamenti non è ancora stato chiarito. Fatto sta che non accennano a diminuire. Anzi, forse peggiorano. A settembre del 2019 Arpat esaminò i campioni prelevati ed emerse che si trattava di «reflui urbani non depurati». Da allora i residenti non hanno più avuto notizie sulla situazione ma hanno continuato a notare le acque mescolate ai liquami. A maggio del 2019, Italia Nostra presentò una segnalazione alla Procura della Repubblica di Grosseto. I.A.
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