Il Tirreno

Grosseto

il tour dell’associazione la duna  

Sono spariti 170 alberi E al loro posto betonelle o cemento

Michele Nannini
Sono spariti 170 alberi E al loro posto betonelle o cemento

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Michele Nannini

FOLLONICA. Quindici chilometri in giro per la città, per scoprire che negli ultimi anni almeno 170 alberi sono stati tolti e non sostituiti. Fatto dall’associazione La Duna, il giro panoramico evidenzia che per implementare il patrimonio verde cittadino – tema molto sentito – c’è ancora tanto da lavorare. Durante il viaggio nei viali cittadini La Duna ha preso carta e penna e ha segnato i punti nei quali là dove c’era un albero ora c’è una stesa di betonelle o di asfalto.

«Abbiamo provato a fare un conto di quanti alberi siano spariti, seccati, morti, tagliati e non siano stati sostituti – spiega Marco Stefanini dell’associazione ambientalista – Siamo arrivati a 170 fra monconi, mezzi tronchi, ributti impazziti, spazi asfaltati o ricoperti da betonelle come in viale Italia a varie altezze, mattonelle che hanno sostituto tamerici o olivelle spinose in via Gorgona. L’elenco è lungo, senza contare ciò che manca nelle pinete. Siamo partiti da Rondelli percorrendo via Massetana dove di recente sono stati tolti i tigli: si tratta di strade e viali storici per la città, come la via più importante dl Follonica che congiunge il centro all’Aurelia e dove già c’era stata una considerevole rimozione di alberi al momento dello smantellamento del vecchio ippodromo».

«Non ci dobbiamo sorprendere perché spariscono gli alberi – aggiunge Stefanini – anch’essi possono invecchiare, morire, crollare, però solo raramente sono stati ripiantumati. Saltano agli occhi le mattonelle piazzate al posto delle essenze in viale Italia, in piazza Guerrazzi ma anche a Pratoranieri o in via Gorgona dove non c’è più traccia delle ulivelle piantate una ventina di anni fa». Secondo Stefanini serve un piano eccezionale per una ripiantumazione fatta con criterio come suggerì qualche anno fa il professor Francesco Ferrini, ordinario di arboricoltura e coltivazioni arboree all’Università di Firenze: è necessario «Piantare essenze di diverso tipo scaglionando gli interventi in vari anni per non avere piante della solita età e rischiare quello che è successo nella pineta. E, a mano a mano che gli alberi vengono tolti procedere con ripiantumazioni anche con tipologie variegate. Speriamo che cambi la sensibilità nella gestione del verde – conclude – Il forum ambientale nella scorsa legislatura aveva lavorato bene e proposto numerose soluzioni che potrebbero essere riconsiderate in questa fase».

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