Gioco
Depuratore, i costi lievitano di 5 milioni. Nulla di certo sui tempi di realizzazione
Campo Cangino, l’opera è stata inserita dalla Regione tra quelle strategiche con l’obiettivo di reperire fondi europei
FOLLONICA. È lievitata di cinque milioni di euro la spesa prevista per la costruzione del nuovo depuratore di Campo Cangino da parte di Acquedotto del Fiora: la nuova struttura, una volta completata, sostituirà quella attuale, implementando la possibilità di trattare i rifiuti provenienti dal territorio cittadino di Follonica.
L’opera è una delle più attese e per la sua realizzazione serviranno 21 milioni di euro rispetto alla stima di 16 milioni preventivata in sede di presentazione dello studio di fattibilità, illustrato a dicembre 2019. Non solo. Anche sui tempi tecnici di realizzazione non ci sono ancora certezze: perché nel frattempo il nuovo depuratore è entrato nell’elenco delle opere considerate strategiche da parte della regione Toscana nell’ottica di reperire fondi europei da destinare alla costruzione di esso.
Nella seduta di ieri del consiglio comunale, rispondendo all’interpellanza del consigliere comunale di opposizione Charlie Lynn, il sindaco Andrea Benini ha fatto il punto della situazione. «Negli ultimi anni ci sono stati importanti investimenti di alcune centinaia di migliaia di euro sull’attuale depuratore – ricorda Benini – per intervenire su una situazione che era insostenibile e che rispetto a un paio di anni fa è decisamente migliorata». Il sindaco ha confermato che la realizzazione del nuovo depuratore è un intervento strategico che rientra nelle competenze del gestore del servizio idrico, e quindi Acquedotto del Fiora, e che il costo è lievitato a 21 milioni di euro. «Dopo ulteriori verifiche e approfondimenti infatti – continua il sindaco – è emersa la necessità di ulteriori interventi che hanno fatto salire il costo complessivo dell’opera che il consiglio direttivo dell’autorità idrica toscana ha approvato già nel 2020».
Il nuovo depuratore, che sorgerà accanto a quello attualmente in funzione, sarà decisamente più grande, prevede tutte le vasche coperte con l’aria estratta che sarà poi inviata a biofiltri per essere emessa in atmosfera. È prevista anche la possibilità di riutilizzare immediatamente le acque depurate in agricoltura o nelle vicine industrie del territorio grazie a un sistema di filtraggio che le priverà dei batteri. Dal momento del via ai lavori serviranno due anni per completarlo ma l’orizzonte temporale sembra ancora indefinito.
«A giugno l’opera è stata inserita dalla Regione tra le proposte di interventi da ammettere a finanziamento con fondi europei – informa Benini – anche perché l’alto costo dell’intervento non trova copertura dalla tariffa idrica. Il piano delle opere strategiche è un treno da non perdere, è fondamentale trovare fondi straordinari per arrivare alla realizzazione dell’impianto».
Nessun tempo certo quindi per l’avvio dei lavori. «Non ci sono stanziamenti, non si parla del nuovo impianto, non ci sono risposte concrete né dall’Acquedotto del Fiora né dal Comune – commenta Linn – Chiederemo una riunione della commissione consiliare competente per trovare una soluzione dopo le numerose promesse rimaste per il momento inevase».
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