Sicurezza
Consiglio comunale Fratelli d’Italia e Pd verso 7 seggi a testa Lega e M5s in calo
Francesca Ferri
grosseto. Al momento in cui stanotte il giornale è andato in stampa, non erano ancora stati trasmessi tutti i dati relativi alle preferenze ai candidati consiglieri. E dunque a ieri sera non era ancora possibile sapere con certezza chi siederà in consiglio comunale nei prossimi cinque anni.
A oltre metà seggi scrutinati, e con il Partito democratico e Fratelli d’Italia testa a testa come primo partito in città, è ipotizzabile che ciascuno di loro conquisti sette consiglieri. Per entrambi si tratta di un notevole passo avanti.
Fratelli d’Italia, partito uscente di maggioranza di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, nella passata consiliatura si era aggiudicato quattro consiglieri, salvo perderne due, Pierfrancesco Angelini e Gino Tornusciolo passati alla Lega nel corso degli anni. Chiudendo il quinquennio con due soli consiglieri, Andrea Guidoni e Bruno Ceccherini, ma forte di un assessorato, quello all’urbanistica, retto dal coordinatore regionale del partito Fabrizio Rossi, otterrebbe quindi cinque consiglieri in più. E una doppia soddisfazione. Per Rossi, che a 47 sezioni scrutinate su 76, ieri sera, aveva già ben 908 preferenze. E per Simona Petrucci, assessora uscente e per la prima volta candidata (cinque anni fa fu chiamata in giunta in qualità di esperta di rifiuti), che ha raccolto 284 preferenze, seconda classificata dopo Rossi (47 sezioni su 76).
Rimanendo nel centrodestra, stabile a sei consiglieri si prospettano i prossimi cinque anni per la lista civica Vivarelli Colonna sindaco. Altrettanti erano stati i consiglieri eletti nella squadra personale del sindaco nel 2016. Qui tra i candidati più votati figurano (con 43 seggi scrutinati su 76) Riccardo Ginanneschi (433), Fausto Turbanti (353) e Viola Lamioni (303), quest’ultima espressione di Confartigianato.
Escono indeboliti – sempre al netto di correzioni in corso di spoglio delle schede – la Lega e Forza Italia. Il Carroccio nel 2016 guadagnò sei consiglieri; a questo giro potrebbe non superare i cinque. Il più votato, a 44 sezioni scrutinate su 76, risultava ieri sera l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale (452 preferenze) seguito dal collega di giunta Giacomo Cerboni del bilancio (316).
Forza Italia, partita nel 2016 con quattro consiglieri e finita con tre (Pasquale Virciglio è transitato nella Lega), ma forte della figura del vicesindaco, Luca Agresti, potrebbe ritrovarsi con due soli consiglieri. D’altro canto proprio Agresti ha fatto un en plein di preferenze, ben 494 (quando erano state scrutinate 42 sezioni su 76), staccando di circa 400 voti il secondo della lista, in ordine di preferenze, Amedeo Gabbrielli, che ha totalizzato 96 preferenze parziali.
Di certo gli equilibri nella maggioranza sono cambiati. E anche questo inciderà sulla formazione della nuova giunta. «Io penso che sarà facile fare la giunta – ha dichiarato però ieri sera il neorieletto Vivarelli Colonna –. Le persone che mi circondano sono persone intelligenti, ragionevoli e razionali. Utilizzerò un metodo matematico, il cosiddetto metodo d’Hondt, per creare un progetto da sottoporre al vaglio dei partiti e della lista che mi hanno sostenuto e insieme, come abbiamo sempre fatto, affrontando ogni problema, li affronteremo e li supereremo come è sempre stato».
Passando nel campo dell’opposizione, come accennato, il Partito democratico, pur vedendo sconfitto il proprio candidato sindaco, Leonardo Culicchi, potrebbe uscire primo partito di Grosseto da questa tornata elettorale. Ciò potrebbe valergli due seggi in più rispetto al 2016, quando occupò cinque scranni. Si avvia a non superare i due seggi la lista civica Grosseto Città aperta, che appoggia Culicchi e che ha tra i principali animatori Carlo De Martis. De Martis che nel 2016 era a capo della lista Mascagni sindaco e allora guadagnò due scranni in consiglio. Anche stavolta è stato il più votato della lista (327 preferenze con 42 sezioni scrutinate su 76).
Potrebbe invece dimezzare, o peggio, la propria presenza in consiglio il Movimento 5 stelle. Nel 2016 ottenne quattro consiglieri. Stavolta potrebbe fermarsi addirittura a uno, forse due. Qui il più votato è Giacomo Gori con 108 preferenze (su 47 sezioni).
Di contro il Polo riformista di Valerio Pizzuti potrebbe riuscire a guadagnarsi due seggi. Il più votato della lista è risultato il segretario del Psi Francesco Giorgi (130 preferenze a 47 seggi scrutinati), seguito da Rinaldo Carlicchi, leader di Italia Viva, con 111 preferenze.
Fuori dal consiglio tutti gli altri candidati le cui liste non hanno superato la soglia di sbarramento del 3 per cento.
Solo nel corso della giornata di oggi si conosceranno i dati definitivi.
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