Gioco
Giovani vite spezzate Altre 25 piante d’acacia nel giardino degli angeli
Commossa cerimonia nel luogo della memoria voluto dalle famiglie che hanno perso troppo presto i loro figli
Sara Landi
GROSSETO. Nicola, Massi, Duccio, Totta, Fede, Fabio e tanti altri. Nomi e soprannomi accompagnano le 25 acacie appena piantate che vanno a completare il Giardino degli angeli di via Leoncavallo, il luogo della memoria voluto dalle famiglie che troppo presto hanno perso i propri figli.
Inaugurato lo scorso 24 aprile all’interno del parco urbano dell’Ombrone accanto al D. Park, il giardino si è arricchito ieri di nuove piante grazie a nuove adesioni al progetto coordinato dalla grossetana Rosanna Magi. «Dopo l’inaugurazione – spiega Rosanna – tanti ci hanno contattato perché colpiti dalla nostra iniziativa e hanno voluto anche loro un ricordo per i propri figli. Purtroppo ho dovuto dire anche dei no a tre famiglie ma non c’era più spazio per altre piante nell’area messa a disposizione dal Comune».
Il completamento del giardino è stato accompagnato da una breve ma intensa cerimonia aperta proprio dalle parole di mamma Rosanna rivolta agli altri genitori: «Spero di aver portato una goccia di gioia nei vostri cuori». Poi ha preso la parola il presidente del comitato provinciale della Uisp Sergio Perugini: «Per noi della Uisp è un onore aver sposato questo progetto che ci è stato proposto. Con questo gesto simbolico diamo nuova vita alle persone che ci hanno lasciato».
Don Roberto Nelli, parroco della parrocchia del Santissimo Crocifisso nei cui confini ricade il parco, ha benedetto le nuove piante. «Nuovi alberi significa purtroppo nuove vite spezzate – ricorda don Roberto nella sua preghiera – Quando penso a questo parco mi viene in mente l’immagine dell’Addolorata ai piedi della croce: da lei dobbiamo imparare a stare nel dolore». Poi il lancio dei palloncini tra abbracci e applausi, con lo sguardo fisso al cielo. Anche per questo ampliamento del giardino sono state scelte le acacie che per la durezza e la resistenza del proprio legno sono associate al concetto della vittoria della vita sulla morte. Nell’antichità la pianta di acacia era inoltre considerata il simbolo del legame tra visibile e invisibile.
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