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Grosseto

l’inaugurazione 

Villa Martini, ecco la prima pietra Apertura prevista nel giugno 2023

Sara Landi
Villa Martini, ecco la prima pietra Apertura prevista nel giugno 2023

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Sara Landi

GROSSETO. Dal progetto, a lungo coltivato, alla partenza del cantiere.

Ieri mattina è stata posata simbolicamente la prima pietra della residenza per anziani Villa Martini che sorgerà in via Lago di Mezzano, al confine con l’impianto di tiro con l’arco della Compagnia Maremmana Arcieri che ieri ha ospitato la breve cerimonia prima dell’inizio dei lavori.

Presenti i rappresentanti di Orpea Italia, divisione italiana del gruppo francese Orpea specializzato nei servizi per la terza età e verso le persone fragili.

Orpea Italia, che nella primavera dello scorso anno ha acquisito il 100% delle quote di Villa Martini, ha investito nel progetto dieci milioni di euro e conta di poter inaugurare la struttura nel giugno del 2023.

«Lo slogan delle nostre residenze è “La vita prosegue con noi” – dice Alessandra Taveri accanto a Elena Zara di Orpea Italia – perché le nostre Rsa non sono solo luoghi di accoglienza ma anche di socialità e di convivialità che si caratterizzano per gli standard elevati di qualità e di specializzazione delle cure. Grazie alle migliorie che sono state apportate al progetto iniziale saremo in grado di ospitare 80 persone non autosufficienti di cui 18 potranno disporre di una camera singola e gli altri in camere doppie; in più ci saranno tanti servizi, dalla cucina interna alla palestra, dal parrucchiere all’estetista. Per garantire il migliore servizio avremo bisogno di assumere almeno sessanta persone tra amministrativi, oss, addetti alle pulizie e alla cucina e infermieri. Per questo diciamo con orgoglio che è un investimento sul territorio e per il territorio e siamo felici che sia proprio Grosseto a ospitare la nostra prima struttura in Toscana».

Taveri ha poi ricordato il gesto d’amore da cui tutto è partito citando la grossetana Cinzia Martini, presente alla cerimonia, che per prima ha avuto il sogno e l’intuizione di dar vita alla Rsa, in seguito all’esperienza vissuta con il padre Giustino che nel 2016 ha trascorso l’ultimo mese della sua vita in una struttura dell’alto Lazio in assenza di adeguate soluzioni nel capoluogo.

«L’impegno di Cinzia – osserva Taveri – è la prova che il dolore si può trasformare in qualcosa di bello e di buono per tutta la città».

Di favola d’amore ha parlato anche l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi, intervenuto con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ricordando l’adozione della variante urbanistica per consentire che il lotto potesse ospitare la futura Villa Martini.

La Rsa di via Lago di Mezzano si annuncia all’avanguardia anche sotto il profilo della sicurezza e della sostenibilità. Alla luce dell’esperienza della pandemia è stata progettata per poter gestire al meglio eventuali epidemie da malattie infettive con soluzioni come la presenza di un nucleo separato e protetto per la gestione di casi di positività e di un sistema di accesso con filtro; sul piano ambientale Villa Martini sarà dotata della certificazione nazionale Green Building Council ed è concepita come un complesso Green per ridurre al minimo i consumi e l’impatto sull’ambiente.

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