Il Tirreno

Grosseto

No all’espansione dei centri commerciali Sì ai rifiuti porta a porta

Tommaso Silvi
No all’espansione dei centri commerciali Sì ai rifiuti porta a porta

Sei candidati sindaci e un rappresentante per il Polo Riformista al dibattito che affronta i temi caldi degli ultimi mesi: su alcuni dei quali tutti d’accordo

4 MINUTI DI LETTURA





Tommaso Silvi

grosseto. Idee, progetti e promesse. Perché in campgna elettorale funziona – anche – così. E due punti in comune.

Il “No” all’ampliamento dei centri commerciali e la necessità di un cambio della gestione dei rifiuti, con il passaggio al metodo “porta a porta”.

Il dibattito organizzato ieri dal Tirreno – all’interno della sala Eden, senza pubblico a causa della situazione sanitaria non ancora del tutto risolta in seguito alla pandemia da Covid-19, ma trasmessa in diretta sulla pagina Facebook “Il Tirreno-Grosseto” – ha rappresentato una delle ultimissime uscite pubbliche dei candidati alla carica di sindaco della città. Perché domani scatta il silenzio elettorale. E poi, domenica e lunedì, i cittadini andranno a votare. Hanno partecipato tutti. O quasi. Il sindaco uscente, in corsa per la rielezione con la “maglia” del centrodestra, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha declinato l’invito. Sarebbe stato interessante conoscere anche il suo punto di vista, ma purtroppo non è stato possibile.

I PARTECIPANTI

Il candidato sindaco del Polo Riformista, appoggiato da Italia Viva, Partito Socialista e Azione, Valerio Pizzuti, era assente per un impegno personale. Al suo posto ha preso parte all’incontro il candidato consigliere comunale Rinaldo Carlicchi. E poi c’erano Leonardo Culicchi (Partito Democratico, Grosseto Città Aperta, Movimento 5 Stelle, Europa Verde); Emanuele Perugini (Polo Civico per Grosseto, Insieme per Grosseto); Marcello Campomori (Lista civica Grosseto al Centro); Dario Bibbiani (Partito Comunista Italiano); Carlo Vivarelli (Prima Grosseto-Italexit con Paragone); Matteo Di Fiore (Potere al Popolo).

centri commerciali

Il Comune ha ricevuto dalle proprietà dei due centri commerciali – Maremà e Aurelia Antica – i rispettivi progetti di ampliamento. E li ha inseriti nel dossier degli interventi che saranno sottoposti al giudizio della conferenza di copianificazione, composta da Comune, Provincia e Regione. Una notizia che non ha fatto felici i commercianti. L’incubo della grande distribuzione che spazza via i negozi di quartiere si fa sentire.

«Il sindaco e la sua squadra hanno preso in giro la gente – dice Rinaldo Carlicchi – perché mandano in Regione la proposta di ampliamento. Possono dire quello che vogliono. Noi siamo fermamente contrari, anche perché i centri commerciali sono in grande sofferenza in tutta Europa. Non avrebbe senso». Per Marcello Campomori: «È un doppio no. A livello di consumo del suolo crediamo che sia già sufficiente quello che è stato fatto. Noi non appoggiamo in alcun modo l’ampliamento dei centri commerciali». Dario Bibbiani getta un occhio al futuro e azzarda una previsione: «Diciamo tutti di “No”, e ne siamo tutti convinti. Ma quando qualcuno di noi andrà al comando della città, il “partito del mattone” si farà sentire, e allora il “No” diventerà “Sì”. Succede così da sempre. È la gente che deve ribellarsi in primis». Telegrafico e lapidario Emanuele Perugini: «Noi siamo contrari. È un’operazione che non è necessaria e di cui la città non ha assolutamente bisogno». Anche Matteo Di Fiore è convinto: «No all’espansione dei centri commerciali, “No” a progetti di speculazione edilizia. Non svendiamo il nostro territorio. Anzi, noi vogliamo imporre nuove tassazioni per i centri commerciali. Così come ai proprietari delle seconde case». Rivendica l’inizio della recente battaglia contro i “colossi” del commercio, Leonardo Culicchi: «Sono stato il primo a lanciare l’allarme. Il nostro è un “No” deciso e motivato. Non è una lotta contro la grande distribuzione, ma un discorso di equilibrio da mantenere. Tra centri commerciali e i commercianti di quartiere. La situazione è già parecchio delicata». Contrario anche Carlo Vivarelli «Il concetto di città deve essere un altro. Nella nostra idea di Grosseto non c’è l’ampliamento dei centri commerciali».

LA GESTIONE DEI RIFIUTI

A Grosseto la raccolta dei rifiuti, in centro, avviene attraverso i cassonetti “intelligenti” automatizzati. Ma i candidati sono tutti d’accordo: una volta eletti, dicono quasi a una voce, cambierebbero questo sistema. «Ho vissuto in Austria per alcuni anni – racconta Carlo Vivarelli – e ricordo che le bottiglie di plastica si gettavano al supermercato, in cambio di buoni spesa. I rifiuti sono una ricchezza. In Italia la gestione è solo una truffa incredibile». Leonardo Culicchi ha nel programma il passaggio a un nuovo metodo di raccolta: «Credo che si debba cambiare registro, e sono convinto che il “sistema porta a porta” sia quello migliore». Dello stesso avviso anche Marcello Campomori, che aggiunge: «Dobbiamo incentivare e potenziare l’attività della discarica delle Strillaie per rendere i nostri rifiuti una fonte di beneficio per tutti». Dario Bibbiani tiene a precisare che «il “porta a porta” dovrebbe essere esteso a tutto il comune, perché anche le frazioni hanno diritto a una gestione ordinata e attenta dei rifiuti. Non c’è solo il centro città». Matteo Di Fiore annuncia la volontà «di rendere pubblici gli impianti di lavorazione dei rifiuti. Potere al Popolo crede fermamente all’idea di città pubblica, e applica questo concetto a ogni ambito». Emanuele Perugini si schiera dalla parte dei “porta a porta”, però precisa: «Bisogna anche vedere quanto costerebbe alla città slegarsi dall’attuale sistema di raccolta e gestione dei rifiuti. C’è un contratto. Bisogna capire bene uscirne senza fare un danno alla collettività». Senza troppi giri di parole, Rinaldo Carlicchi certifica la compattezza del “fronte” anti-sistema attuale. «Bisogna passare al “porta a porta” alla svelta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web