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Grosseto

fuoco incrociato 

Il sindaco nel mirino tra «becera arroganza» e «selfie disgustosi»

Il sindaco nel mirino tra «becera arroganza» e «selfie disgustosi»

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GROSSETO. Lunedì pomeriggio, in piazza Dante, c’era la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Arrivata in città per sostenere la candidatura di Antonfrancesco Vivarelli Colonna sindaco. Lo stesso che, dal palco nel cuore della città, durante il suo intervento, ha diviso lo scenario politico in bene – ovvero lui e le liste che lo sostengono – e male – tutte le forze di opposizione –, scatenando subito un mare di polemiche. Quelle di Vivarelli Colonna sono state parole di fuoco. E il fuoco chiama fuoco. Così i candidati di Rifondazione Comunista nella lista Grosseto città aperta: Maria Rosa Siciliano, Valerio Bennati, Angelo Filippone. Definiscono quello di Vivarelli Colonna «repertorio di becera arroganza, toni che sembrano non avere niente a che fare minimamente con la politica e la capacità amministrativa». Contro il sindaco anche il Partito Comunista Italiano, con Dario Bibbiani che lo definisce «il Lancillotto della situazione, visto che ai confronti e dibattiti non c’è mai. È un protervo rappresentante della peggior “razza padrona”, che non si degna di confrontarsi direttamente con i suoi competitori». E l’attacco frontale arriva anche dai 5 Stelle: «Vedere sulla pagina politica di Vivarelli Colonna la corsa al selfie davanti al murale nato in ricordo di Luigi Ambrosio e Alfredo Baccetti è disgustoso».

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