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Grosseto

il comizio in piazza dante  

Vivarelli Colonna e il bene e il male «Così dimostra la sua insicurezza»

Vivarelli Colonna e il bene e il male «Così dimostra la sua insicurezza»

Valanga di critiche alle parole del sindaco dal palco di Fdi che usa i due valori per indicare se stesso e gli avversari 

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grosseto. Hanno suscitato clamore le parole del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – che alle prossime elezioni si propone per il secondo mandato – pronunciate sul palco allestito da Fratelli d’Italia, lunedì, in piazza Dante, per l’arrivo in città della leader di FdI Georgia Meloni. Agli avversari politici non è sfuggito quel passaggio che parla di una Grosseto in cui da una parte ci sarebbe il bene e dall’altra il male.

Ecco il commento di Leonardo Culicchi, candida sindaco per la coalizione Partecipa!: «In un momento così complesso per la nostra città – dice – definire come “il male” chi ha una visione diversa sulla crescita e lo sviluppo di Grosseto è indice di non avere idea delle necessità di questa città, oltre a essere offensivo nei confronti di tutti i candidati a sindaco e di tutti i consiglieri comunali di qualsiasi schieramento politico, oltreché di tutti i cittadini che chiedono di essere rappresentanti nel nome della democrazia». «In democrazia non esiste il bene e il male – continua Culicchi – ma a Grosseto esiste chi divide la città e diffonde l’odio verso una parte politica avversa al proprio pensiero». «Vivarelli Colonna – conclude Culicchi – non ha capito l’importanza di una visione che porti all’unità nel nome di un unico bene, quello dei cittadini». «Un sindaco che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini – conclude Culicchi – ha calpestato l’immagine della città per la sete di potere»

Il Movimento Cinque Stelle, che sostiene il candidato sindaco Culicchi, dice: «Quello di Vivarelli Colonna è l’ennesimo fallo di frustrazione di chi vede sfumare la vittoria che era data per certa». «In consiglio comunale e in giunta fermeremo gli ampliamenti dei centri commerciali e metteremo mano alla questione del biogas e alla raccolta rifiuti. Cureremo il verde urbano a dovere, senza selfie. E senza la politica urlata tanto cara a Vivarelli Colonna, personaggio che ha fatto il suo tempo».

Interviene anche Carlo De Martis, coordinatore e candidato per Grosseto Città Aperta a sostegno di Culicchi sindaco: «Al comizio di Giorgia Meloni – dice – il sindaco, congestionato dalla sua foga demagogica, ha dato una rappresentazione grottesca, e un po’ comica, della battaglia politica, eccedendo, come spesso gli succede, in toni offensivi e concitati. D’altra parte il populismo è la malattia infantile della politica. E quando ci si cade dentro le conseguenze sono inevitabili. I toni di Vivarelli Colonna e l’esaltazione manichea dello scontro tra il bene e il male devono aver lasciato un po’ esterrefatto anche lo staff della sua macchina della propaganda. Perché – sottolinea De Martis – la trance agonistica del sindaco, al di là di ogni considerazione sullo stile, è la più evidente manifestazione della sua insicurezza. Dell’ansia da prestazione per una campagna elettorale che immaginava in un modo, e si è trovato ad affrontare in un altro, tanto da fuggire da tutti i confronti pubblici. Non risponderemo usando i medesimi toni, restiamo rispettosi degli elettori, anche di coloro che sceglieranno proposte diverse dalla nostra. Ci limitiamo a ribadire che Grosseto è arrivata davvero a un bivio».

Francesco Grassi, coordinatore provinciale Grosseto in Azione, che sostiene il candidato sindaco Valerio Pizzuti commenta: «Dichiarare di essere “Il bene contro il male” come ha fatto lunedì Vivarelli Colonna è un’offesa all’intelligenza dei grossetani e dei suoi stessi elettori. La politica non può essere la benzina con cui alimentare rabbia, divisioni e tensione sociale, ma il momento in cui discutere di contenuti e idee, anche diverse. Il sindaco ci ha mostrato i motivi per cui il Polo Riformista di Grosseto con Valerio Pizzuti è necessario. Urla, menzogne, propaganda vuota e nessun contenuto: la malattia del populismo – conclude Grassi – deve essere fermata, a Grosseto ne abbiamo la possibilità, non sprechiamola».

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