Il Tirreno

Grosseto

ORBETELLO 

Sospeso il pignoramento della cassa Ma con Aldi sono ancora scintille

I.A.

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ORBETELLO. Sospeso il pignoramento della cassa comunale di Orbetello. Lo ha deciso il Tribunale di Grosseto con una ordinanza datata 25 settembre.

La questione ebbe inizio nel 2007 quando fu avviato un decreto di esproprio per realizzare un parcheggio all’Osa. Successivamente, una terna arbitrale decise l’entità dell’indennità dell’esproprio che venne quantificata in un milione e 140mila euro. Nel 2009, il proprietario del terreno soggetto a esproprio chiese l’emissione di un decreto ingiuntivo per ottenere l’indennità. Il Comune fece opposizione al decreto. Il Comune lagunare revocò il procedimento di esproprio e quindi cessò, di fatto la materia del contendere.

Questo in teoria perché in pratica l’ente non ha ripreso la causa del decreto ingiuntivo che però ha riassunto, nel 2020, il privato chiedendo il milione di euro tanto da arrivare a far pignorare la cassa comunale. Una situazione che era stata portata alla luce dai consiglieri di minoranza, Luca Aldi (Pd – area riformista) e Alfredo Velasco di M5s.

Il sindaco Andrea Casamenti minimizzò. Ieri, dopo l’ordinanza, torna a ribadire come tutto sia tranquillo. «Ricordate la questione del famoso pignoramento nei confronti del Comune di Orbetello che avevano sollevato i capigruppo di opposizione Aldi e Velasco? – dice il sindaco – Una vicenda legata a un esproprio mai realizzato dal Comune iniziata oltre un decennio fa e che avevamo ereditato. Ebbene, il giudice, nell’ambito del giudizio di revocazione del decreto ingiuntivo, che aveva dato luogo alla procedura esecutiva di pignoramento, ha confermato il provvedimento cautelare di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, cioè ha sospeso il pignoramento. Tale provvedimento sarà immediatamente depositato nell’ambito del giudizio di opposizione all’esecuzione. Avevamo detto di stare sereni e tranquilli perché non c’era fondamento e ancora una volta avevamo visto bene».

Aldi replica: «Si tratta di un’ordinanza emessa in fase cautelare che sospende il titolo esecutivo in attesa della decisione di merito sul contrasto tra il decreto ingiuntivo e la sentenza della Corte di Cassazione del 18 agosto 2017, che aveva preso atto della revoca del decreto di esproprio. Il giudice però ha bacchettato l’amministrazione comunale per non aver prima riassunto il processo di opposizione al decreto ingiuntivo e poi per non essersi costituita nel giudizio riassunto dal privato lasciando che il titolo diventasse esecutivo il sei ottobre 2020. In sostanza il caso poteva essere già risolto positivamente per il Comune, senza il pignoramento della cassa e senza tante spese legali».I.A.

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