Attenzione
«Il mio ex assessore Stefano Covitto? Tutti sono utili, nessuno è indispensabile»
Andrea Casamenti, sindaco uscente, dopo l’esclusione di Chiavetta. «Corriamo come se non fosse successo niente»
in corsa
Andrea Casamenti è il sindaco uscente del Comune di Orbetello. Ha 49 anni e la sua prima elezione al governo della città risale al 1997. Alle prossime elezioni tenterà di bissare il risultato ottenuto cinque anni fa presentandosi con la lista Patto per il futuro.
Casamenti, come nasce questa sua candidatura?
«Abbiano fatto molto in questi cinque anni. Abbiamo dato un nuovo rilancio a Orbetello e ora dobbiamo concludere il percorso, il lavoro di squadra. Una squadra coesa che ricandida nove consiglieri uscenti su sedici candidati. Come sindaco ho ricevuto molti attestati di stima da parte dei cittadini che mi hanno invitato a ricandidarmi».
Cosa ne pensa dell’esclusione della lista di Mario Chiavetta?
«Le regole per la presentazione della lista ci sono da decenni. Quando si presenta la lista siamo davanti al momento più delicato della campagna elettorale. Anche se si delega ad altri il deposito della lista, il candidato sindaco deve controllare e vigilare in prima persona».
L’esclusione di Chiavetta ha modificato la campagna elettorale?
«Noi facciamo la nostra corsa come se non fosse successo nulla e le liste fossero tutte in corsa».
Si aspettava la scissione nella coalizione di Chiavetta che ha fatto nascere Alternativa Orbetello?
«Non mi ha sorpreso. Troppo eterogenea. Alternativa Orbetello è una lista di estrema sinistra che si contrappone alla nostra di centrodestra ma moderata con esponenti della società civile».
Gli elettori potrebbero non andare a votare credendo che i giochi siano fatti?
«Il rischio c’è, per questo lanciamo un appello ad andare a votare e a votare noi. Per vari motivi: per un’attestazione di fiducia nei nostri confronti; perché i conti si fanno alla fine e non a prescindere perché manca la lista di Mario Chiavetta».
In caso di rielezione quali le sue prime mosse?
«Sono i due strumenti urbanistici: il piano strutturale e il piano operativo. Il futuro del territorio passa da qui».
E la laguna?
«Abbiamo garantito, con l’aiuto della Regione Toscana, sei stagioni tranquille dopo il disastro del 2015. Abbiamo capito in quell’occasione che il Comune da solo, come soggetto attuatore, non può farcela. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere lo Stato che deve entrare a far parte attiva della gestione della laguna. Lavoreremo per questo. Speriamo anche in un Governo diverso da quello attuale, un governo di centrodestra in modo da agire ancora con maggior forza».
L’Aurelia e la sua messa in sicurezza è un altro punto da risolvere.
«Abbiamo combattuto contro l’autostrada, ora a noi non importa come lo chiameranno, adeguamento o messa in sicurezza. Quello che ci proporranno lo discuteremo con i nostri cittadini e con l’associazione Colli e laguna perché quello che interessa è l’impatto sul territorio».
Un pregio e un difetto di Della Santina.
«È una brava persona ma non può amministrare. Non ha esperienza amministrativa».
Un suo pregio e un suo difetto.
«Sono in grado di tenere unita la squadra ma mi danno fastidio le critiche strumentali e per questo mi arrabbio facilmente».
Cosa è successo con Stefano Covitto, assessore dimissionario della sua giunta?
«Abbiamo archiviato la pratica in pochi minuti. I cittadini non si sono accorti di nulla. Abbiamo continuato il nostro lavoro. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile».
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