Il Tirreno

Grosseto

bagno di gavorrano 

«Presi di mira dai cinghiali, le nostre case sono devastate»

M. N.

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BAGNO DI GAVORRANO. I cinghiali in giardino. Fra vasi di fiori, piante e un pratino all’inglese devastato dalle buche degli ungulati.

In una delle zone più frequentate di Bagno di Gavorrano. La centralissima via Marconi, nel quartiere 167. Dallo scorso anno anche la frazione del comune collinare è continuamente in lotta con piccoli branchi di cinghiali che, soprattutto la notte, si avvicinano pericolosamente alle case rovinando i giardini e rischiando di creare anche problematiche di sicurezza.

«La scorsa notte abbiamo subito la decima devastazione del giardino da parte dei cinghiali – spiega Mauro Giusti, ex sindaco di Gavorrano ed ex amministratore provinciale –, nel 2020 abbiamo denunciato il tutto agli uffici competenti dell’amministrazione provinciale di Grosseto, vennero degli addetti che ci rassicurarono che avrebbero lavorato per risolvere il problema ma nessuno si è più visto e le cose sono peggiorate. All’amministrazione comunale intanto chiediamo di ripristinare i punti luce tolti dopo quarant’anni, la zona tornerebbe a essere più controllata e meno insicura, evidentemente sono i tecnici che adesso decidono più degli amministratori. Decine di famiglie, per rientrare a casa la notte, sono costrette ad accendere le torce del telefono».

Una battaglia senza speranza, quella di Giusti e dei residenti della zona, con gli sforzi per tenere in ordine e puliti i giardini puntualmente vanificati dalle scorribande degli ungulati.

«Non sappiamo più a chi rivolgerci – continua l’ex amministratore – ci avevano detto di aver dato un incarico a chi fa caccia di selezione per allontanare gli animali, ma quest’anno non abbiamo visto cambiamenti. La notte capita di vedere girare piccoli branchi di cinghiali, non solo nei giardini ma anche nelle strade e nelle zone limitrofe. Rischia di essere anche una situazione pericolosa per le persone. Più volte è capitato anche alle altre famiglie del quartiere di sentire la notte dei rumori con le finestre aperte e di trovare vicino casa un cinghiale grosso con sette-otto piccoli assieme: sono bastate un paio di urla per mandarli via, ma non può andare avanti così. Ci sono anche tanti orti vicino alle abitazioni, che vengono sistematicamente devastati dagli animali. L’appello lo rivolgiamo di nuovo alla provincia, sono stato in passato anche io amministratore e so che tocca a loro intervenire. Con il Comune non ho parlato – conclude Mauro Giusti – perché a quanto so dipende da altre istituzioni. Però il problema deve essere risolto: chi ce lo fa fare di continuare a spendere soldi, annaffiare il prato, curare i fiori, mettere i vasi nel giardino che puntualmente vengono spaccati? Ce ne hanno rovinati tre anche di recente, scavano per cercare le radici e riempiono il terreno di buche. Siamo disperati».

M. N.

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