Il dolore
Lanzillo: «Amministrerò come ho curato»
Il candidato invita gli elettori a riporre in lui come sindaco la fiducia che per 40 anni gli è stata accordata come medico
Ivana Agostini
capalbio. La lista Capalbio Domani ha come candidato sindaco Valerio Lanzillo: 68 anni, medico e dentista. Già candidato a primo cittadino nel 2019, è consigliere di minoranza in consiglio comunale a Capalbio.
Lanzillo, come nasce la sua seconda candidatura?
«Mi ero già candidato nel 2019. Dopo l’improvvisa morte del sindaco Settimio Bianciardi ho deciso di candidarmi di nuovo. Faccio il medico e sono stato al servizio dei capalbiesi per 40 anni. Alla soglia della pensione ho deciso che voglio tutelare il loro bene anche in un altro modo. Non ho interessi personali, agisco e penso come fa il buon padre di famiglia. Molte persone mi hanno spinto a correre: si fidano di me e dobbiamo fare in modo di risolvere i loro problemi in un momento particolare difficile anche a causa della pandemia».
Intorno alla sua lista c’è stata incertezza. A un certo punto sembrava non sarebbe stata presentata. Cosa stava succedendo?
«La creazione della lista è stata molto difficile. Alcuni amici e sembravano disillusi. Altri sembrava avessero paura di cimentarsi in questa campagna elettorale. Poi hanno capito il progetto di Capalbio Domani e si sono impegnati. Ho inserito poi i loghi di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ma sono un civico. Ho le mie idee. Non ho in tasca nessuna tessera di partito. L’appoggio dei partiti però è importante per amministrare, hanno forza politica e Da soli è difficile farcela».
Fra i partiti che l’appoggiano c’è la Lega, dalla quale aveva preso le distanze nel 2019 quando lo definirono un candidato del Carroccio. Cosa è cambiato?
«Ho fatto un percorso. Non avevo capito l’importanza di essere sostenuto da uno o più partiti. Quando Andrea Ulmi (consigliere regionale di minoranza della Lega, ndr) si è offerto di darmi una mano con la lista io mi sono detto “Perché no? ”. In un piccolo comune questo può essere utile per i rapporti con le altre istituzioni».
Ha un rimpianto?
«Sì, nel 2019 Settimio mi cercò per fare un’alleanza per una lista che governasse Capalbio. Non ho accettato. Fu un errore».
Che progetti ha?
«Voglio sviluppare un turismo sostenibile. Il nostro è un territorio bellissimo: il mare, le spiagge, i balneari preparatissimi ma c’è molto di più. È necessario mappare i sentieri, realizzare ciclovie e collegarsi a Orbetello. Capalbio è un luogo dove si pratica la caccia: alcuni potranno non essere d’accordo ma anche questo può diventare un incentivo al turismo ed è necessario organizzare in modo migliore le stagioni venatorie. Non dimentico poi la situazione della statale Aurelia che ormai rappresenta un’emergenza. È una strada che rappresenta una barriera fra due zone dello stesso territorio. Ho incontrato il vice ministro alle infrastrutture. Gli ho parlato del sovrappasso di Capalbio Scalo: l’ho visto attento e ha recepito le nostre richieste. Dobbiamo stare col fiato sul collo a chi decide. Sempre sulla viabilità, non è più rimandabile la rotatoria fra la Valmarina e la Pedemontana. Serve anche una bretella ad Ansedonia nella zona di Valle d’Oro per eliminare l’incrocio a raso».
Un pregio e un difetto di Gianni Chelini e Alessio Teodoli, i suoi avversari.
«Chelini è un amico, una brava persona. Non capisco perché si voglia candidare a sindaco di Capalbio, non lo vedo “attinente”: non conosce il territorio. Anche Teodoli è un mio amico: è una persona corretta. Ha già amministrato e quindi non rappresenta una novità. Credo sia troppo giovane per assumersi un così grosso carico di responsabilità».
Un suo pregio e un suo difetto?
«Amo il mio territorio e non ho interessi personali. Sono testardo».
Perché i capalbiesi dovrebbero votarla?
«La fiducia che hanno avuto in me per 40 anni come medico devono averla anche adesso. Sono una persona trasparente. Una garanzia per loro».
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