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Grosseto, Pizzuti del Polo riformista: «Il Parco della Maremma dimenticato dalla politica locale»
«Tre Comuni sono interessati dal territorio del Parco: Grosseto, Magliano in Toscana e Orbetello. Tre sindaci se ne disinteressano: Vivarelli Colonna, Cinelli e Casamenti»
GROSSETO. Il candidato del Polo riformista, Valerio Pizzuti, si esprime sul Parco della Maremma. E attacca i sindaci. «Tre Comuni sono interessati dal territorio del Parco: Grosseto, Magliano in Toscana e Orbetello. Tre sindaci se ne disinteressano: Vivarelli Colonna, Cinelli e Casamenti. Sfruttano quello che può portare loro di buono accontentandosi senza incidere, ma non valorizzano un tesoro storico e ambientale straordinario soprattutto mancano di una visione».
Pizzuti prosegue: «Nel frattempo il Parco vive e subisce l’incoerenza della propria natura a metà con i dettami della Regione, sia in termini di estensione territoriale che di conseguente gestione del sistema e concetto parco. Infatti il Parco così come è, risulta essere un concetto ideale al quale corrisponde nei fatti solo una piccola preziosa realtà di area protetta intesa come riserva; del Parco rimane solo il titolo e la vincolistica intesa non solo come tutela ma anche come limitazione per la vasta area antropizzata che lo ha sempre tutelato, gestito e preservato e che però alla fine, lo ha anche subito una volta che è stato istituzionalizzato, per causa di politiche gestionali mediocri, poco professionali e lungimiranti, interessate prevalentemente alla spartizione politica della gestione ivi incluso per anni il baronato universitario, più che alla evoluzione vera e propria in Parco con la “P” maiuscola come è stato invece per il Parco di Domana già gemellato con quello dell’Uccellina».
Il candidato del Polo riformista va avanti: «Il Parco avrebbe dovuto includere sia in termini di proprietà che di gestione, anche il patrimonio e le attività dell’Azienda Regionale, per uno statuto e un bilancio unico, anziché essere due realtà scisse di una unica condizione di partenza. Oggi lo schema “duale”, Parco e Azienda, continua a essere bloccato dalla politica dei contrasti. A noi piacerebbe continuare il lavoro di sviluppo che il Parco merita. Noi abbiamo un vero diamante anzi una miniera di diamanti ma lo trattiamo come un corpo estraneo. Chi dei tanti viene oggi a visitare il Parco o a trascorrere una vacanza nel territorio del Parco si innamora, al tempo stesso si chiede però perché con questo ben di Dio a disposizione la Maremma non lo trasformi come un valore aggiunto».
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