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SVILUPPO E INNOVAZIONE

Da hotel abbandonato a polo del lavoro: l'Amiata punta sui giovani con un progetto faraonico

Il rendering: così l'amministrazione comunale vuole trasformare l'albergo abbandonato
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Il rendering: così l'amministrazione comunale vuole trasformare l'albergo abbandonato

Si chiama Operazione Pratuccio e riguarda l’ex albergo di Bagnolo, ormai in degrado: al suo posto spazi moderni e connessione internet ad alta velocità per attrarre a Santa Fiora lavoratori digitali e imprese

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SANTA FIORA. È l’autunno 2020 quando il Comune amiatino - mentre il Belpaese guarda con timore e impotenza allo spettro di un secondo confinamento in casa con l’impennata del telelavoro causa Covid - comincia a strizzare l’occhio a tutti coloro che vivono nei grandi centri urbani dello Stivale: fresco di cablaggio con la fibra ottica, il municipio mignon lancia il "Santa Fiora Smart working village" che funziona così: chi ha una seconda casa la mette in vetrina sul sito www.vivinpaese.it, creato dal Comune. Chi invece è interessato a trasferirsi a Santa Fiora contatta il proprietario, e pagherà solo metà affitto perché l’altra metà la paga il Comune, fino a un massimo di 200 euro al mese (i canoni sono bassi rispetto alla città). È un successo: in tantissimi rispondono all’invito e/o si dichiarano interessati.

E, allora, perché non continuare su questa strada, contenendo lo spopolamento del piccolo comune amiatino ma anche offrendo ai giovani un’opportunità e un luogo di lavoro e alle giovani imprese ad alto tasso tecnologico una ragione in più per insediarsi qui? Nasce così l’Operazione Pratuccio che riguarda l’ex hotel di Bagnolo - un tempo offriva 52 camere - stabile ormai in degrado che il Comune ha acquistato per trasformarlo in un polo funzionale al lavoro, con spazi moderni e luminosi e connessioni internet ad alta velocità per attrarre a Santa Fiora lavoratori digitali e imprese.

Il sindaco, Federico Balocchi - che ha firmato di recente il contratto di acquisto del complesso alberghiero con un via libera bipartisan del consiglio comunale - spiega il progetto, come cioè verrà trasformato l’ex hotel. Sarà un moderno hub, che si svilupperà intorno al bellissimo parco: l’ex albergo verrà ripensato demolendo la copertura e il piano terzo dell’immobile di fronte al mulino, strutturalmente compromessi. L’immobile principale lungo via della Chiesa in una prima fase non sarà ristrutturato, lo sarà con il secondo lotto, quando sarà demolita anche quella che era la sala da ballo. Ci saranno parcheggi a uso dei cittadini e della struttura, oltre a un passaggio che consentirà di collegare la zona del circolino con quella del mulino.

Per quanto riguarda l’immobile che sarà per primo ristrutturato, lungo la provinciale al piano terra sarà installata un’attività di ristoro capace di soddisfare le richieste di chi lavora nell’edificio e dei cittadini perché si possa usufruire della zona pubblica. Il primo piano diventerà un grande open space, una superficie flessibile, capace di accogliere diverse disposizioni lavorative. L’abbassamento dell’edificio consentirà di ritrovare le proporzioni originarie, che erano andate perdute negli anni Settanta, con la costruzione del terzo piano, permettendo la vista del parco dalla strada provinciale. Un altro edificio cerniera, di 36 metri quadrati a piano, collegherà la struttura esistente con una nuova costruzione protesa verso il parco, dove sarà l’ingresso principale, ricalcando l’impianto della vecchia falegnameria. Il nuovo edificio, in cemento armato e vetro, grazie al gioco complesso di trasparenze consentirà di godere appieno della vista privilegiata del parco. Al suo interno ampie superfici libere verranno messe a disposizione dei futuri utenti.

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