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Grosseto

gli effetti della pandemia da covid 

Africa e Sud America proibiti Tour operator a bocca asciutta

Giovanna Mezzana
Africa e Sud America proibiti Tour operator a bocca asciutta

Oggi un loro collega consegnerà ai ministri le richieste del settore Coccoletti: «Assurdo impedire viaggi in Paesi dove i controlli sono rigidissimi»

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Giovanna Mezzana

Grosseto. Giungerà a Roma nella mattinata di oggi Daniele Tonani, il tour operator che ha deciso di partire da Milano alla volta della Capitale in sella alla sua bicicletta: con sé ha un documento che consegnerà al ministro del turismo Massimo Garavaglia e al pari grado della salute Roberto Speranza nel quale sono contenuti anche i desiderata dei tour operator grossetani – una dozzina – che ha incontrato venerdì sera a Marina di Grosseto.

a che punto siamo

L’iniziativa è partita da una chat alla quale sono iscritti una settantina di operatori italiani del turismo, tra cui alcuni grossetani. Chi chiede pane ai viaggi di piacere fa parte di uno dei settori economici maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da coronavirus, fatto di professionisti che hanno atteso – con dignità e silenziosamente – il momento in cui tornare a lavorare: esso alla fine è giunto ma “il pieno ritmo” è ancora una chimera. Come se non bastasse, la chiusura di molte mete nel mondo ha provocato – a chi, italiano, rispetta le regole – una sorta di subdola concorrenza sleale. «Nonostante molte destinazioni siano irraggiungibili – dice Stefano Coccoletti, tour operator grossetano – riceviamo foto da clienti che, mediante triangolazioni per esempio dalla Svizzera, riescono a raggiungere mete che non potrebbero essere raggiunte. Parlo di foto dalla Namibia, dalla Tanzania, dalle Maldive, e basta dare un’occhiata ai gruppi Facebook dedicati agli amanti dell’Africa per rendersi conto di quale sia la situazione». La voglia e le risorse per viaggiare non mancano, ma agli operatori italiani – e quindi anche grossetani – restano le briciole.

le tre liste

Il ministero della salute ha diviso le mete turistiche in liste: per esempio, c’è la lista C che riguarda i Paesi europei che – con Green pass – si possono raggiungere senza difficoltà; c’è la lista D, degli extraeuropei, «dove le mete interessanti per noi italiani – spiega Coccoletti – sono limitate a Giordania, Dubai, Canada e da novembre Stati Uniti; sarebbero incluse, per esempio, anche Giappone, Nuova Zelanda e Australia ma questi Paesi “hanno chiuso” al turismo». Poi c’è la lista E, «che include tutto il resto del mondo e parliamo di mete che si possono raggiungere solo per lavoro, ricongiungimento familiare, motivi di salute»; nella lista E c’è per esempio tutta l’Africa e il Sud America, mete interessanti per il giro d’affari degli operatori turistici italiani e «verso cui francesi e tedeschi – sottolinea Coccoletti – stanno ricominciando a muoversi». Ebbene, «noi chiediamo ai ministri che la lista E venga sbloccata, che i ministeri consiglino/sconsiglino i viaggi turistici verso certi paesi ma che tolgano il divieti assoluto. Chiediamo reciprocità rispetto a Francia e Germania».

a sostegno

«Noi abbiamo sempre tutelato la legalità e non mandiamo clienti verso mete “proibite” – nota Coccoletti – Al governo, però chiediamo di conoscere con quali criteri sono state composte queste liste. Si può raggiungere la Spagna e l’Inghilterra, dove ci sono stati moltissimi casi di Covid, e non si può viaggiare verso la Namibia, che ha tre milioni di abitanti con una superficie che è tre volte l’Italia, e che ha avuto pochissimi casi di contagio, concentrati nella capitale che non è meta turistica. In Namibia, Botswana, Sudafrica, Zimbabwe i controlli negli aeroporti (a differenza che in Italia) sono rigidissimi, è richiesta la doppia dose di vaccino, il tampone». Non solo: gli operatori turistici hanno anche altre due richieste non secondarie: il rinnovo della cassa integrazione in deroga per il settore, che scadrà tra breve, almeno fino a giugno e l’arrivo dei sostegni in liquidità al settore, fermi al luglio dello scorso anno.

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