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Grosseto

Positivo al testosterone, stop ad un ciclista amatoriale di Follonica: ecco cosa rischia

Il ciclista fermato dall'anti-doping
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Il ciclista fermato dall'anti-doping

La sospensione in via cautelare, nell’attesa di ulteriori accertamenti: i controlli scattati dopo una gara del 17 agosto scorso

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FOLLONICA. Le maglie dell’anti-doping solitamente raccolgono sportivi più o meno famosi beccati a utilizzare sostanze proibite nello svolgimento della propria attività professionale con conseguente squalifica che, in alcuni casi, ha anche messo fine in maniera drastica a carriere brillantemente avviate o addirittura già arrivate al top, con clamori che hanno raggiunto spesso tutti gli angoli del mondo.

Ma la piaga dell’utilizzo delle sostanze illecite – in ambito sportivo – non è argomento esclusivo dei professionisti. I controlli vengono effettuati anche nel mondo amatoriale. Uno degli ultimi casi è quello di Luca Staccioli, cicloamatore follonichese, tesserato per la Uisp, che è risultato positivo ai controlli effettuati al termine di una prova in linea su strada andata in scena il 17 agosto al Bozzone e valida come terza prova del cosiddetto “Poker d’agosto”, cioè in una delle quattro competizioni organizzate dal Marathon Bike di Grosseto aperte ai cicloamatori in regola con il tesseramento 2021 aderenti a Uisp, Acsi, Fci e per gli altri enti con bike card. La notizia della positività è stata resa pubblica dal sito di Nado, l’organizzazione nazionale anti-doping. Staccioli è atleta che ha iscritto molte volte il suo nome tra i vincitori delle corse ed è comunque tra i protagonisti delle manifestazioni.

Al termine del trofeo Paesetto, questo il nome che era stato dato alla prova, Staccioli è stato sottoposto a controllo ed è stato trovato positivo al testosterone. La positività è stata comunicata alla Procura nazionale anti-doping che ha proposto la sospensione in via cautelare dell’atleta che è poi stata accolta dal Tribunale nazionale anti-doping, in attesa dell’inizio del procedimento che, nei prossimi mesi, vedrà l’atleta del golfo comparire davanti ai massimi organi di giustizia sportiva del settore.

Per Luca Staccioli il rischio è quello di subire una squalifica fino a quattro anni, anche se molto dipenderà dallo svolgimento che prenderà il procedimento disciplinare di fronte al tribunale. Durante la corsa del Bozzone i controlli hanno interessato anche altri corridori. I test sono stati effettuati dai primi classificati alla competizione, ma ci sono stati anche controlli specifici su alcuni partecipanti.

Le verifiche che riguardano le sostanze proibite, in Italia, anche per le competizioni come quella amatoriale del Bozzone, vengono effettuate dall’organizzazione nazionale anti-doping, nata a febbraio 2015 dall’accordo fra governo, Coni e Nas, che rappresenta la derivazione funzionale dell’Agenzia mondiale antidoping (World anti-doping agency, in sigla Wada, nda), che ha riconosciuto la struttura nel 2016.

L’organizzazione è composta da Tribunale nazionale anti-doping, Procura nazionale antidoping, Comitato controlli antidoping e Comitato per l’esenzione a fini terapeutici. Ai fini dell’esecuzione dei controlli anti-doping, in competizione e fuori competizione, l’organizzazione si avvale degli ispettori medici qualificati dalla federazione medico sportiva italiana nonché, per le analisi dei campioni, del laboratorio antidoping di Roma, accreditato dalla Wada. Da qui è emersa la positività dello sportivo del golfo che per un po’ dovrà così rinunciare a gare e competizioni ufficiali.

Nei prossimi mesi verranno effettuati tutti gli accertamenti del caso, per verificare se effettivamente Staccioli ha assunto testosterone per aumentare le prestazioni di gara. O se invece, come può accadere, la sua positività sia arrivata soltanto a causa di alcuni fattori esterni che hanno sballato i suoi valori e quindi fatto accendere le “sirene” dell’anti-doping. Intanto c’è la sospensione. © RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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