Sicurezza
Le maschere del carnevale donate all’ospedale di Careggi
La lavorazione della cartapesta aiuta la riabilitazione delle mani dei pazienti Lo ha scoperto il presidente del rione 167 ovest ricoverato nell’unità spinale
Michele Nannini
FOLLONICA. Le maschere del Carnevale di Follonica sbarcano come aiuto nella riabilitazione dei midollo lesi all’unità spinale di Careggi.
Perché in quel reparto, ormai da quattro mesi, è ricoverata anche una delle anime principali della kermesse in maschera del golfo, il presidente del rione 167 ovest Campi alti al mare Genesio Sassara che ha avuto l’idea di trasferire un pezzo della tradizione carnevalesca nel capoluogo toscano. Dopo il brutto incidente in bicicletta del 22 aprile scorso il carrista rossoblù ha infatti iniziato un lungo percorso riabilitativo, prima all’ospedale di Livorno dove è stato ricoverato subito dopo l’incidente e poi presso l’unità spinale di Careggi dove è tutt’ora a lavoro assieme ai sanitari sulla via del recupero dopo il trauma subito. Ebbene, sono bastati pochi giorni di riabilitazione nella struttura fiorentina per capire che proprio l’attività manuale della cartapesta poteva diventare un ausilio importante nel recupero del corretto movimento delle mani. Così Genesio non ha perso tempo e prima si è messo lui stesso alla prova per realizzare una piccola sedia a rotelle in cartapesta, poi ha chiesto aiuto ai colleghi del suo rione che hanno in poco tempo creato ex novo dei piccoli stampi che lo stesso Sassara ha poi donato all’unità spinale qualche giorno fa quando, dopo una settimana di “licenza” a Follonica (il primo ritorno nella città del golfo dal giorno dell’incidente), è rientrato a Careggi portandosi dietro proprio i calchi realizzati dal suo rione.
«Insieme ai terapisti che mi hanno seguito e aiutato per tutto questo tempo abbiamo valutato e fatto una prova – spiega il presidente del rione 167 ovest – scoprendo che lavorare la cartapesta aiuta nella riabilitazione specialmente delle mani. Grazie agli amici carristi del mio rione in un giorno sono state costruite due piccole forme che abbiamo donato al laboratorio, in questo periodo ho cercato di insegnare ai degenti i trucchi della cartapesta lasciando alle altre persone ricoverate come me nell’unità spinale la voglia di fare terapia divertendosi insieme. Lascio così un po’ di me e della passione del carnevale di Follonica in questo reparto che mi ha saputo accogliere, curare, dare forza e incentivare sempre a fare del mio meglio».
Nei pochi giorni trascorsi a Follonica non è mancato l’incontro con il resto dell’Associazione Carnevale, logicamente a cena attorno a una tavola imbandita al ristorante La Limonaia, prima occasione di ritrovo assieme a Sassara che ha mostrato agli intervenuti i tanti progressi effettuati in questi mesi di terapie. «In molti a Careggi non conoscevano né il carnevale né Follonica – continua Genesio – ma da quanto ne ho parlato alla fine credo di aver fatto anche un po’ di pubblicità alla città e alla manifestazione visto che alcuni degli operatori sanitari che ho conosciuto sono venuti qualche giorno in vacanza nel golfo trovando un posto stupendo».
Adesso per Genesio è ancora tempo di terapie e di applicazione (che in questi mesi non è mai mancata) per ritornare al più presto in forma e raggiungere nuovamente il capannone per fornire, quando ripartirà, il suo contributo alla manifestazione in maschera. Il cammino sarà ancora lungo ma la forza messa in questi mesi di difficile riabilitazione sono la miglior garanzia che, prima o poi, il presidente della 167 ovest sarà di nuovo accanto ai suoi ragazzi e al resto del Carnevale Follonichese.
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