Gioco
Il reparto Covid è pieno di non vaccinati Un esercito di mezza età senza protezione
Su 13 ricoverati, 11 hanno rifiutato l’inoculazione. La direttrice di malattie infettive: «Dicono che non hanno avuto tempo»
Tommaso Silvi
GROSSETO. Dentro al reparto Covid dell’ospedale di Grosseto. Perché da una parte ci sono le chiacchiere, gli scienziati nati sui social network, le teorie complottiste e l’esercito dei no-vax. Dall’altra ci sono i numeri. E su quelli c’è poco da discutere. Sono la fotografia della realtà. Quella realtà che quotidianamente vivono medici e infermieri, tra respiratori, mascherine che sparano ossigeno e pazienti che rischiano la vita. Con il virus. A causa del virus. E la realtà dice che senza vaccino si rischia di più. Molto di più.
«La quasi totalità dei pazienti attualmente ricoverati con coronavirus al Misericordia non è vaccinata. E l’età media è di 62 anni. Sono uomini e donne che hanno rifiutato il vaccino. E che ora stanno affrontando giornate durissime. Noi facciamo il possibile per fargli superare la malattia il prima possibile, ma non è una lotta facile». A parlare è Cesira Nencioni, direttrice del reparto di malattie infettive. Che analizza la situazione, ma precisa che non è il momento di lanciare allarmi.
«Il contesto sta migliorando. Anche a livello europeo la curva dei contagi è in discesa, e in Italia non facciamo eccezione. L’ospedale non è più sotto pressione, ma il nostro desiderio è quello di chiudere definitivamente l’ala dedicata ai pazienti Covid». E invece questo – ancora – non si può fare. Perché ci sono persone che prendono il virus e ne accusano la furia in modo particolare. E quasi sempre questo avviene a chi non si è sottoposto al vaccino. In questo momento, al Misericordia ci sono 8 pazienti a letto, con il supporto di ossigeno per respirare. Non sono in condizioni critiche, ma hanno comunque bisogno di essere monitorati in ospedale. Poi ci sono tre persone in carico alla pneumologia, perché i loro polmoni devono essere curati. Respirano grazie al casco. Va peggio ai due ricoverati nel reparto di terapia intensiva. 71 e 76 anni. Non vaccinati. Sulla totalità dei ricoveri attuali, solamente due persone hanno completato il ciclo vaccinale. Gli altri sono no-vax.
«I due pazienti con il Covid vaccinati sono persone anziane, che non hanno risposto bene alla vaccinazione. Non è un mistero che nei pazienti in età avanzata il vaccino può non essere efficace al 100%. Per il momento, comunque – spiega Nencioni – non sono in condizioni particolarmente gravi. Li stiamo aiutando a respirare e a rimettersi in forze». Restano i no-vax. Quelli che il vaccino non l’hanno voluto fare. «E che ora sono qui in reparto», dice la dottoressa. Che poi aggiunge: «Nella fascia dai 35 ai 60 anni ci sono molte persone che rifiutano l’inoculazione. È un problema, perché si sottopongono a un rischio. Quando arrivano pazienti Covid in ospedale, noi chiediamo sempre se sono vaccinati. Quando rispondono di “No” non danno spiegazioni ulteriori, magari qualcuno si giustifica dicendo che non ha trovato il tempo, che non ha potuto. Ma ormai il vaccino si può fare ovunque. E va fatto. Perché il reparto del virus lo vogliamo chiudere. E uscire da questo incubo».
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