La manifestazione
Marras: «Firenze manderà tutto indietro»
L’assessore regionale entra nel dibattito sui progetti di ampliamento dei centri commerciali. E risponde anche a Unicoop
Massimiliano Frascino
grosseto. Il futuro del commercio è ormai chiaramente uno dei crocevia dello scontro politico elettorale. Dopo settimane di silenzio, a intervenire, è Leonardo Marras, assessore regionale alle attività produttive.
«In questi giorni si sente di tutto – esordisce – Da alcuni amministratori locali in carica da cinque anni, si sente addirittura che la competenza a rilasciare le autorizzazioni (per nuove superfici di Gdo, ndc) sia della Regione. Mentre per legge spetta al Comune, dopo una conferenza di servizi con Regione e Provincia per i pareri tecnici». Cosa accadrà in realtà? «La Regione sarà obbligata a rimandare tutto indietro e a chiedere quali siano le proposte da esaminare in copianificazione e gli amministratori locali dovranno scegliere; e così i tecnici del Comune, tenuti ad applicare le leggi, si troveranno a respingere le richieste di autorizzazione di ampliamento dei centri commerciali attuali per il superamento dei limiti». La legge regionale sul commercio, dettaglia Marras, «impedisce le grandi strutture di vendita oltre i 15mila metri quadrati». Dopodiché l’assessore rincara la dose. «Un amministratore che dice il falso, o è bugiardo o è incompetente. Non merita altra attenzione. Questa vicenda, però, denota un approccio approssimativo, furbesco e ingannevole. Mentre a fronte di trasformazioni e difficoltà che il commercio ha subito e subirà, sarebbe stato apprezzabile un rapporto trasparente e un forte coinvolgimento del tessuto locale».
La maggioranza, secondo Marras, sta prendendo in giro tutti. «Da una parte i piccoli commercianti ai quali riserva parole enfatiche senza che seguano i fatti. Dall’altra tutti coloro che hanno presentato richieste speculative da inserire negli strumenti urbanistici. Ai quali, adesso, chissà perché, non si è voluto dire di no, ben sapendo però che dopo la campagna elettorale, inevitabilmente, molti rimarranno con un pugno di mosche in mano». Il presupposto è che «Non ci vuole troppo a capire che la nostra città è già satura di offerta commerciale di grandi dimensioni. Mentre il Comune di Grosseto nell’avvio al piano strutturale ha presentato ulteriori previsioni di medie e grandi strutture di vendita». Allargare l’offerta della grande distribuzione per il futuro di Grosseto «è illogico, incomprensibile, dannoso e politicamente criminale». Una stoccata anche a Unicoop Tirreno, che per giustificare la sua richiesta di altri cinquemila metri quadrati, ha paragonato Grosseto a Treviso. «È fuori misura per una città come la nostra in cui il reddito procapite medio annuo è più basso di oltre settemila euro rispetto a Treviso, con una tendenza degli ultimi tre anni a scendere di oltre il 3 per cento».
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