Il Tirreno

Grosseto

Il Grey cat festival vuole crescere ancora Spazio ai giovani e alla musica del territorio

Davide Novelli
Il Grey cat festival vuole crescere ancora Spazio ai giovani e alla musica del territorio

Il direttore artistico Stefano Cocco Cantini indica le linee guida al termine della fortunata rassegna del 2021 

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l’intervista

Davide Novelli

«Parlare del Grey cat è come parlare di un figlio, ormai grande, perché Il Grey cat ha ormai superato la sua quarantesima edizione e possiamo dire che oggi è uno dei festival jazz più importanti a livello italiano ed internazionale e per il prossimo anno vogliamo dare più spazio ai giovani e cercare di valorizzare maggiormente la musica del nostro territorio».

Parole di Stefano Cocco Cantini, direttore artistico del festival. Bilancio e prospettive della manifestazione culturale: «La sua crescita a livello mediatico e culturale – dice Cantini – ha fatto sì che l’evento Grey cat festival sia definitivamente da collocare come evento clou della programmazione estiva a livello non solo provinciale, tant’è che i vari amministratori locali hanno finalmente capito come la risonanza internazionale del festival porta un enorme ritorno di immagine (ed anche economico) agli stessi comuni/territori che ospitano i singoli eventi; la conferma viene dal pubblico che ha sempre risposto con grande calore e grande partecipazione anche in questo anno di pandemia; ed aggiungo che anche nell’edizione del 2020 la risposta del pubblico è stata straordinaria».

Quali sono state le peculiarità dell’edizione 2021 del Festival?

«Principalmente una, quella di avere inserito nel programma principale una rassegna di giovani musicisti locali, i quali hanno avuto la possibilità di esibirsi in teatro e fare parte di un cartellone di livello internazionale utile alla loro crescita artistica».

E quale è il futuro del festival?

«Il festival si svilupperà nella direzione di dare ancora più spazio ai giovani musicisti locali al fine di favorire la loro crescita artistica anche se la novità assoluta sarà quella di inserire nella rassegna un collegamento diretto con la musica del nostro territorio alla ricerca delle tradizioni musicali che più ci appartengono».

Aggiunge Stefano Cantini che «le radici della nostra musica popolare devono essere riscoperte, sviluppate e valorizzate in una rassegna jazz che ha come cardine quello della contaminazione tra generi musicali, perché la musica, tutta, è contaminazione e condivisione».

«La musica è pathos ed il jazz crea emozioni – spiega il direttore artistico – ed in questo percorso devono essere valorizzate anche le esperienze musicali locali anche quelle di tipo bandistico, molto importanti nella nostra cultura non solo musicale».

Questa novità, come dice il direttore artistico, trae spunto da un progetto già realizzato da Stefano Cocco Cantini, nella sua luminosa carriera artistica, che si chiama “Sonata di mare”, progetto già presentato sui palcoscenici di importanti rassegne musicali, che rappresenta il fisiologico collegamento tra il passato ed il futuro del Grey cat.

Sarà questa la sfida futura, mettere insieme tutte le anime per fare sì che il Grey cat cresca sempre di più come evento a 360 gradi, che sappia coniugare in maniera perfetta cultura, musica, territorio e tradizione, in modo da riscoprire a valorizzare al massimo le radici vere del nostro territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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