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Grosseto

l'intervista

Capalbio, la corsa di Chelini: «Con me sindaco un nuovo anfiteatro e lotta serrata per i lavori all'Aurelia»

Ivana Agostini
Gianfranco Chelini, candidato sindaco con la lista Adesso per Capalbio (Foto di Enzo Russo)
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Gianfranco Chelini, candidato sindaco con la lista Adesso per Capalbio (Foto di Enzo Russo)

Il leader di Adesso per Capalbio parla anche dei suoi avvversari: «Lanzillo? Una brava persona, mai sentito la voce di Teodoli»

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CAPALBIO. Gianfranco Chelini, 56 anni, si candida a ricoprire il ruolo di sindaco di Capalbio correndo con la lista Adesso per Capalbio alle prossime elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre. Attualmente ricopre l’incarico di assessore allo sviluppo economico e commercio, agricoltura e turismo, marketing territoriale, manifestazioni e valorizzazione dell’immagine.L’incarico gli fu affidato, come assessore esterno, dal compianto sindaco Settimio Bianciardi. A Capalbio le elezioni avrebbero dovuto svolgersi nel 2024. La scomparsa di Bianciardi ha accelerato i tempi.

Chelini, da cosa nasce la sua candidatura?

«L’amministrazione che era guidata da Bianciardi si è interrotta in maniera innaturale. Crediamo che il nostro programma che abbiamo iniziato in parte ad attuare in questi due anni e pochi mesi meriti di avere continuazione. Le cose stavano funzionando bene e per questo meritiamo di continuare. Per farlo abbiamo strutturato una lista di persone capaci e con grandi competenze. Una lista civica e non politica, che ha come base l’impegno e la realizzazione delle aspirazioni dei cittadini capalbiesi. Una lista formata da tutti gli otto consiglieri uscenti a cui si aggiungono quattro nuovi candidati per un posto in consiglio comunale».

Spesso le è stato rimproverato di non essere un capalbiese. Crede che questo aspetto possa avere davvero importanza nella scelta di un sindaco?

«Non sono di Capalbio, è vero. Ma se non essere di Capalbio rappresenta l’unico motivo per cui io non debba essere elett, allora questo è fonte di fiducia, perché si tratta di un elemento davvero debole. La mia vita è fatta di impegno, sudore, lavoro, fatica. Ho girato molto per Capalbio in questi due anni, e alcuni che mi rimproverano di non essere capalbiese non li ho mai incontrati».

Capalbio ha di certo un problema importante da risolvere: la messa in sicurezza dell’Aurelia. Sarà una delle sue priorità?

«La messa in sicurezza dell’Aurelia non è un problema solo di Capalbio ma di tutta la Maremma. Soffriamo di un deficit infrastrutturale che penalizza tutti. Per noi della provincia di Grosseto è un grave danno. Capalbio ha l’aggravante della grande pericolosità del tratto che insiste sul nostro comune. L’Aurelia spacca in due il territorio, per raggiungere Capalbio da Capalbio Scalo e viceversa bisogna attraversarla. Faccio appello a tutti i cittadini maremmani: possiamo essere un fronte unico per la richiesta della messa in sicurezza della statale. Un qualcosa che non può più essere rimandato. La situazione dell’Aurelia rappresenta un problema anche a Torba, dove non ci sono barriere fonoassorbenti. È il momento di avere la schiena dritta e chiedere con forza interventi».

Avete scritto al ministero delle infrastrutture. Vi ha risposto?

«No. Non abbiamo ricevuto nulla. Solo una dichiarazione pubblica del ministro che si impegna a intervenire. Spero che l’attuale ministro faccia per la statale quello che un uomo che poi su questa strada è morto, il senatore Altero Matteoli, ha fatto per altri tratti mettendoli in sicurezza».

Se Chelini diventerà sindaco, cosa farà?

«Ho tre cose che mi stanno a cuore: l’edilizia concordata per le giovani coppie. Come seconda cosa sogno una Capalbio in fiore. Un luogo dove chi arriva possa meravigliarsi del decoro urbano che dovrà essere il nostro biglietto da visita, e questo deve valere per il centro così come per le frazioni. Ho poi un progetto ambizioso: abbiamo fatto tornare a vivere l’anfiteatro del Leccio, adesso io vorrei dare vita a un concorso internazionale di architettura per realizzare un anfiteatro che possa ospitare circa 250 persone. La cultura è qualcosa su cui puntiamo e lo sarà sempre di più. Ci punteremo coinvolgendo l’intero territorio».

Un pregio e un difetto di Chelini.«Lo considero un pregio e un difetto: non mi arrabbio e non mi esalto. Non porto rancore. Da quando sono ragazzo ho imparato che le offese qualificano chi le fa e non chi le riceve».

Un pregio e un difetto dei suoi avversari politici, Valerio Lanzillo e Alessio Teodoli.

«Lanzillo, che conosco, è senza dubbio una brava persona. Non è costante nell’impegno politico, ma lo stimo. Di Teodoli non posso parlare perché in due anni e mezzo di consiglio comunale non ho mai sentito la sua voce. Non ha fatto interrogazioni, proposte. Su 19 sedute, ad 11 non si è presentato. Non esprimo nessun giudizio. Non lo conosco.

Perché i capalbiesi dovrebbero votare la sua lista?

«Per farci continuare nel nostro progetto. C’è un treno in corsa che non sarebbe giusto fermare adesso. Abbiamo iniziato a dare un nuovo volto a Capalbio. Vogliamo finire quello che abbiamo iniziato».

 

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