Italia
Candidati uniti contro la violenza A breve un nuovo centro di ascolto
L’iniziativa dell’associazione Olympia de Gouges e l’annuncio della presidente: «Amplieremo la sede»
Tommaso Silvi
GROSSETO. Negli ultimi tre anni, a Grosseto, sono state 2921 le donne che hanno chiesto aiuto. Una telefonata, un incontro, un intervento. A Castel del Piano 152. A Follonica 565. Sono i numeri della violenza. Sono le cifre di una criticità sociale da risolvere. Subito. Perché non c’è tempo da perdere. La necessità di fare qualcosa in tempi brevi è alle base dell’incontro di ieri mattina. Organizzato dall’associazione Olympia de Gouges con i candidati sindaco alle elezioni del 3 e 4 ottobre. C’erano tutti. Tranne il sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che però ha fatto comunque sentire la propria voce attraverso una nota inviata alla presidente dell’associazione, Sabrina Gaglianone. Considerata l’indisponibilità di Marcello Campomori, candidato di Grosseto al Centro, ha partecipato all’evento la candidata consigliera comunale Oriana Mancini, dipendente dell’azienda sanitaria.
Olympia de Gouges è una realtà nata nel 1999, che oggi gestisce e coordina i due centri antiviolenza e i quattro punti di ascolto presenti in provincia. Accoglie le donne e le ragazzine vittime di violenza. «Pochi giorni fa – racconta Gaglianone – ho parlato con due giovani che hanno problemi con altrettanti stalker. Sono storie di dolore, di sofferenza, di paura». Condannare questo tipo di episodi è “semplice”. Ma per migliorare le cose serve qualcosa in più. Come sottolinea la presidente dell’associazione. «Credo che con l’incontro con i candidati si sia avviato un percorso di condivisione che mi piacerebbe potesse continuare. Dobbiamo uscire dalla facile condanna della violenza. Il nostro invito è quello di andare più a fondo. Serve impegno personale, e non bisogna pensare che si tratti di problemi che riguardano gli altri».
Olympia chiede che le istituzioni locali si prendano carico, con urgenza e concretezza, della violenza contro le donne, che deve essere in testa alle priorità. I centri antiviolenza da soli non bastano. Le volontarie lo dicono chiaramente. Chiedono un ruolo concretamente riconosciuto dalle istituzioni, affinché le loro azioni possano essere più efficaci.
Concetti e richieste contenuti in documento che i sette esponenti politici presenti hanno firmato al termine dell’incontro. A breve, poi, l’associazione Olympia – che al momento ha sede in via Ansedonia, in un locale della Provincia – festeggerà un passo avanti. «Avremo a disposizione una sede più grande, vicinissima a quella attuale, ma con una metratura decisamente più estesa. Per noi si tratta di un miglioramento fondamentale, perché potremo organizzare meglio gli spazi – conclude Sabrina Gaglianone – sia per le attività di segreteria, che per i colloqui con le vittime di violenza».
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