Sicurezza
Piste ciclabili Solo propaganda senza una visione Ecco perché non va
Pizzuti e Conti criticano la città a due ruote per come è stata realizzata dalla giunta
mobilità dolce
Sindaco, ma nei 70 chilometri di nuove piste ciclabili, sono compresi i marciapiedi dipinti di rosso? Altroché città bike friendly, altroché sicurezza negli spostamenti: tutta propaganda elettorale e anche di quella spicciola. Ampie, ben riconoscibili e debitamente separate dal traffico, è così che il sindaco uscente Antonfrancesco Vivarelli Colonna descrive le piste ciclabili realizzate che avrebbero rivoluzionato la mobilità urbana della città. Fake news pre-elettorali da parte di chi pensa, oltre che a essere rieletto, che per allinearsi alle città europee in materia di mobilità sostenibile, sia sufficiente eliminare il semaforo da viale Sonnino.
Al netto dei tanti “faremo”, “realizzeremo”, “progetteremo”, quello che resta di questi ultimi cinque anni di gestione Vivarelli Colonna, sono qualche marciapiede dipinto di rosso chiamato ciclabile, la sistemazione di alcuni tratti di fatto esistenti e già con grossi problemi di manutenzione, un attraversamento sul fiume Ombrone frutto del lavoro della precedente amministrazione e interventi parziali gettati come dadi sulla città, senza un criterio.
Per dotare una città di una rete ciclabile efficiente che rappresenti un valore aggiunto per i cittadini, bisogna avere una visione di come la città dovrà svilupparsi nel medio e lungo periodo e programmare di conseguenza. Serve mettere in connessione i quartieri esistenti, realizzando per ognuno di essi, aree verdi per contenere il surriscaldamento, e pedonali per aumentare la qualità della vita degli abitanti.
Zone della città da mettere in collegamento secondo una disposizione reticolare di piste ciclabili e pedonali che consentano di raggiungere in sicurezza tutte le aree urbane e non.
Nessun piano della mobilità può essere efficace se a monte non vi è un’idea di riequilibrio del sistema della viabilità urbana, grande lacuna di questa amministrazione, dove pedoni auto e ciclisti convivono in armonia e in sicurezza grazie a spazi pubblici idoneamente disegnati.
Visione, programmazione e progettualità, questo serve a Grosseto.
Un vero piano urbanistico pensato per trasformare la città rendendola sostenibile ma sopratutto priva di spot elettorali utili alle carriere politiche ma non alla comunità.
Valerio Pizzuti
Candidato sindaco
Giuseppe Conti
Responsabile provinciale
Italia Viva infrastrutture
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