Il Tirreno

Grosseto

«Piste ciclabili, macché 70 chilometri»

El. G.

Rosini (Pd) ricalcola i dati annunciati dal sindaco. «Abbiamo fatto un conteggio. A noi ne risultano 25»

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GROSSETO. «Oltre 70 chilometri di ciclabili realizzate e una mobilità sempre più fluida per un alto livello di qualità della vita», aveva dichiarato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna due giorni fa, spiegando come sotto la sua amministrazione Grosseto sia diventata oggi «una delle città più bike friendly d’Italia».

Peccato però che «a noi tornino solo 25 chilometri scarsi», nota Stefano Rosini, segretario del Circolo Pace e candidato consigliere comunale nella lista Pd, che ha fatto le “pulci” all’annuncio del primo cittadino e si è andato a calcolare tratto per tratto.

«Il sindaco ha fatto scalpore – esordisce Rosini – dichiarando ieri che a Grosseto sono state realizzate “oltre 70 km di piste ciclabili”» e aggiungendo appunto il concetto di un capoluogo “green”, proiettato nella dimensione di una mobilità sostenibile grazie a quei numeri. In pratica, nota il candidato, «sembrerebbe che grazie all’amministrazione attuale, nell’ultimo quinquennio, siano stati realizzati ben 70 chilometri di ciclabili. Il dato tuttavia ci ha sorpreso e abbiamo provato a fare un conteggio, seppur un po’ approssimativo, di quanto è stato effettivamente fatto negli ultimi cinque anni. A noi risultano circa nove chilometri di percorso promiscuo bici-pedoni e di percorso promiscuo bici-automobili-pedoni tra Grosseto e il Ponte sull’Ombrone; meno di nove chilometri di percorso promiscuo (bici e pedoni) del tratto tra Grosseto e gli scavi di Roselle; circa un chilometro di percorso promiscuo (bici e pedoni) tra le Quattro strade di Marina di Grosseto e il distributore di benzina. Pochi chilometri di piste ciclabili e percorsi promiscui in area urbana (per esempio la ciclabile della stazione)». Ora, «senza nulla togliere a ciò che di buono è stato fatto fino a oggi, a noi tornano solo 25 chilometri scarsi – prosegue il segretario – di cui la gran parte caratterizzati dal non essere piste ciclabili propriamente dette ma percorsi promiscui, cioè percorsi che le bici devono condividere con pedoni e/o veicoli a motore. Mancherebbero all’appello 45 km…. Perché? Ecco un’ipotesi: il sindaco, informandosi con l’ufficio lavori pubblici, ha confuso i dati che gli erano stati correttamente comunicati e ha sommato maldestramente percorsi realizzati dalle giunte precedenti, percorsi realizzati dalla sua giunta e percorsi che attualmente sono solo sulla carta (magari già finanziati, ma ancora lungi dall’essere realizzati). Comunque, quello che ci sembra evidente è che ancora una volta ci troviamo di fronte a uno stile di comunicazione roboante e “gargantuesco”, che però non trova riscontro nella realtà».

El. G.

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