Sicurezza
Dai negozianti del centro storico il decalogo di richieste ai candidati sindaco
Grosseto. Primo fra tutti c’è l’impegno a non autorizzare l’ampliamento dei due centri commerciali cittadini: ecco nel dettaglio i desiderata dei commercianti.
Grosseto. I commercianti del centro storico associati al Cento commerciale naturale battono un colpo. Deciso. Per far sentire la propria voce nella cacofonia della campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale e lo fanno stilando un elenco dei loro desiderata rispetto alle scelte che riguarderanno il commercio nel corso del prossimo mandato. Lo fanno «sentendo l’esigenza di comunicare a ciascuno dei numerosi candidati sindaco di Grosseto che la nostra associazione è in ascolto e in considerazione di tutti i programmi e le visioni di ciascuna coalizione, partito, lista civica». Allo stesso tempo annunciano che il loro decalogo sarà «all’ordine del giorno degli incontri con i candidati sindaco».
C’era da aspettarselo, considerate le polemiche che oramai da settimane proliferano intorno ad alcune scelte urbanistiche e alle richieste di ampliamento avanzate dai due centri commerciali, Maremà e Aurelia Antica che, nelle more del processo di aggiornamento dei nuovi strumenti urbanistici, sono state inserite nel dossier dedicato alle aree di trasformazione esterne al territorio urbanizzato che è uno dei documenti che accompagnano l’avvio del procedimento per il nuovo Piano strutturale.
In cima alla lista dei desiderata c’è la richiesta impegnativa di «rassicurazioni formali e ufficiali che la compagine politica che guiderà la città per i prossimi cinque anni non autorizzerà ampliamenti degli attuali centri commerciali, o creazione di nuovi centri commerciali in città o in periferia». A ruota l’impegno «a scegliere gli assessori in base a competenze tecniche specifiche del settore di riferimento di cui si occuperanno, e non solo in base all’appartenenza politica».
Poi arrivano le richieste più puntuali. Come tenere per «obiettivo primario quello di rigenerare, ristrutturare e investire sul centro storico». Con 15 azioni, perché gli esercenti del centro storico ritengono che l’area circoscritta dalle Mura «abbia necessità di un progetto generale, di una visione d’insieme che non possa limitarsi ad azioni sporadiche ed emergenziali». Si va dal «miglioramento e mantenimento dell’arredo urbano, degli edifici pubblici e delle aree verdi. Con un regolamento del decoro architettonico, un piano unico del colore, il rifacimento del piano stradale di vie e piazze, fino all’installazione di panchine, piante e quant’altro». Quindi si passa dalla «sicurezza notturna e diurna» al «mantenimento degli uffici pubblici all’interno del centro storico», valorizzando «le Mura cittadine attraverso attività culturali, sportive e di carattere commerciale». Ma anche per la «riconsiderazione delle tariffe delle aree adibite a parcheggio, con eventuali gratuità in alcuni periodi».
Col centro storico fulcro della rete «delle piste ciclabili diramate verso la città e i punti di interesse del territorio, e il potenziamento dei parcheggi per biciclette e mezzi elettrici». Il documento è un vero e proprio vademecum per il commercio. E prevede anche «il potenziamento di pulizia, svuotamento dei cassonetti dell’immondizia, dotazione di servizi igienici pubblici». Senza dimenticare una «nuova gestione degli ingressi per i corrieri», creando un punto di smistamento dei furgoni in Piazza Nassiriya, mettendo a disposizione piattaforme elettriche per caricare la merce e consegnarle nel centro storico».
I commercianti chiedono «semplificazione e incentivi per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico, e per il suo ripopolamento abitativo». Innovativa la richiesta di «dare vita a uno o due grandi eventi nel centro storico», coordinando quelli ordinari «pubblici e privati con un calendario unico, con adeguato preavviso e possibilità di sinergie tra operatori culturali e commerciali». Con l’aggiunta di investire «sul centro storico gli introiti della tassa di soggiorno».
Infine, l’attenzione per il Centro commerciale naturale. Che i suoi soci chiedono sia «sostenuto economicamente, anche realizzando una card per sconti e promozioni nelle attività commerciali del centro storico e nei luoghi di interesse culturale con ingresso a pagamento». E anche in chiave di rilancio turistico «con investimenti specifici e competenti per creare un’identità della città e del suo centro storico».
A chiosa dell’elenco, le considerazioni più “politiche”. «Siamo felici e interessati nel leggere note e interviste dei candidati sindaco che spendono parole sull’importanza che i negozi di vicinato hanno . E di come sia fondamentale tendere la mano alla nostra categoria». Poi la stoccata «solo lavorando coi “migliori”, con personalità che vengono dal mondo del commercio e ne conoscono punti di forza, debolezza e possibili sviluppi, si hanno più possibilità di avere una visione globale della città almeno nel settore delle attività produttive». L’ambizione di guidare il Comune per il Ccn comporta anche «un progetto che miri alla tutela dell’ambiente, così come investimenti sullo sport, sulla socialità e su tanti altri aspetti che possano far tornare i cittadini a sentire propria la città». Per questo il direttivo dell’associazione vuol «dare l’opportunità agli associati di incontrare i candidati che finora ne hanno fatto richiesta: per esprimere un voto che sia frutto di una decisione consapevole su progetti, idee e promesse che incideranno sul proprio futuro professionale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
