Il Tirreno

Grosseto

L’OPERAZIONE 

C’è anche un pitiglianese nella banda di truffatori che si arricchiva sul web

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PITIGLIANO. Si approfittavano della passione dei collezionisti. Li prendevano per la gola. Con annunci allettanti sul web. E sono parecchi quelli che, per un’auto d’epoca, farebbero cose folli. Come spedire centinaia di euro di acconto, senza neppure aver toccato con mano l’oggetto della compravendita.

Un gruppo di truffatori specializzati. Al cui interno c’è anche un pitiglianese, ma “adottato”. Tutti presi dalle forze dell’ordine. Nei giorni scorsi i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Genova hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare scaturita dall’indagine convenzionalmente denominata “Old Cars”.

Le forze dell’ordine hanno scoperto una vera e propria associazione criminale dedita alla commissione di numerose truffe ai danni di appassionati di auto storiche che ricercavano autovetture su siti specializzati in vendite online. Cinque persone sono finite in manette (quattro in carcere, una agli arresti domiciliari), mentre altre due sono state colpite da obbligo di dimora e firma. Tra gli indagati c’è un uomo di 48 anni, originario di Milano e residente a Pitigliano.

Tutto nasce nel luglio dell’anno scorso, quando i carabinieri avviano una complessa indagine coordinata dalla procura, finalizzata a delineare e neutralizzare un sodalizio criminale dedito alla commissione di numerose truffe online attraverso caparre che si facevano preventivamente versare dalle vittime.

I carabinieri avevano notato l’innalzamento del numero di truffe sul web, in particolare di quelle legate al gruppo di malviventi poi scovati, che riuscivano a farsi versare, generalmente su carte prepagate, acconti per i “teorici” acquisti effettuati.

In pratica avevano realizzato una stabile organizzazione che si avvaleva di un modus operandi oramai consolidato e ripetitivo, basato sulla pubblicazione di finti annunci su siti specializzati in vendite online per la compravendita di auto d’epoca o ricambi di queste. Venivano pubblicati finti annunci su portali di vendite tramite internet con l’indicazione di un numero di telefono per le trattative, intestato a un prestanome.

Avveniva quindi la richiesta di pagamento di una caparra su postpay, vaglia postale, o money transfer intestati a soggetti terzi, consapevoli delle truffe. Ricevuto il pagamento, si rendevano irreperibili.

L’attività d’indagine ha inizialmente ricostruito le responsabilità per ventidue truffe consumate e tre tentate nel periodo compreso tra dicembre 2020 e marzo 2021 su tutto il territorio nazionale. Sono tuttora al vaglio degli inquirenti truffe effettuate con analoghe modalità.

All’indagine è stato assegnato il nome convenzionale “Old Cars” perché nel corso delle attività è emerso che le vittime erano tutte appassionate di auto storiche ed erano state truffate, attirate da annunci specifici, nel tentativo di comprare auto rare o ricambi di esse. A prezzo vantaggioso. I grandi appassionati cadevano nella trappola. Spinti dal cuore, più che dalla ragione.

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