Sicurezza
Traffico di rifiuti In cella 47enne Fu già arrestato due anni fa
Pietro Barghigiani
monterotondo marittimo. Una figura di secondo piano, anche se significativa, nell’ingranaggio illegale in cui si mescolavano il traffico illecito di rifiuti e le false fatture. È il contesto su cui ha alzato il velo la Procura Distrettuale Antimafia di Venezia con l’arresto di 12 persone, una delle quali vive a Montecatini Val di Cecina, ma già residente a Monterotondo Marittimo. Si tratta di Cesar Daniel Chopusian, 47 anni, origini uruguaiane, titolare di una ditta, poi cessata, con sede legale a Piombino, la “Daniel demolizioni”. Nel 2019 fu arrestato dal Noe di Milano sempre per smaltimento illegale di rifiuti. L’operazione conclusa dai carabinieri del comando provinciale di Belluno, in collaborazione con quelli del locale gruppo forestale, prende il nome di “Plastic Connection”. L’arresto dell’autotrasportatore è stato eseguito dai carabinieri della locale stazione di Ponteginori. Le accuse sono legate dal vincolo dell’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, emissione di fatture per operazioni inesistenti. Ampio il perimetro dell’esecuzione delle misure cautelari nelle province di Belluno, Treviso, Padova, Vicenza, Napoli, Avellino e Pisa. Secondo l’accusa faccendieri senza scrupoli avrebbero messo in contatto imprenditori del nord soprattutto nel Veneto, titolari di attività specializzate o affini allo smaltimento rifiuti, con altri del meridione, inseriti nella filiera della lavorazione plastica, consentendo alle imprese del sud di smaltire i loro rifiuti, tra cui anche quelli speciali, attraverso l’introduzione nel ciclo produttivo delle aziende del nord o accantonandoli in improvvisati luoghi di stoccaggio, vicini alle aziende.
Nel tratteggiare la figura di Chopusian, gli inquirenti ricorrono all’immagine del tuttofare. Già titolare di un’azienda di recupero di materiali ferrosi, con il suo camion si prestava, stando alla Procura, a garantire viaggi e carichi ritenuti illegali. L’attività dei carabinieri è andata avanti per mesi attraverso intercettazioni e pedinamenti. Oltre ai 12 arresti e a dieci persone denunciate, l’operazione è stata accompagnata dal sequestro di tre stabilimenti attivi nel trattamento dei rifiuti, beni mobili e immobili, conti correnti fino alla copertura di un milione e mezzo di euro. Ulteriori accertamenti hanno scoperto numerose fatture false per creare fittizi rapporti commerciali per occultare l’indebito profitto della principale attività. Per la Procura sono stati trasferiti all’estero almeno due milioni di euro e smaltite illecitamente 22mila tonnellate di rifiuti.
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