Il Tirreno

Grosseto

era il 12 marzo 2020 

Scatta il lockdown e lui spaccia droga Si apre il procedimento

Pierluigi Sposato

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Grosseto. Era il primo giorno di lockdown, 12 marzo 2020. Tra le poche persone che si aggiravano per la città, autorizzate solo se per l’acquisto di cibo e poco altro, c’era anche lui. Difficile che sfuggisse alla vista della guardia di finanza: alla guida di una Bmw, aveva posteggiato nella zona di via Svizzera e una volta uscito si era guardato intorno prima di scambiare qualche parola con una persona; poi si era allontanato per raggiungere una Fiat Punto in sosta, all’interno c’era una persona, la conversazione si era svolta anche gesticolando, poi l’utilitaria si era messa in marcia e a quel punto i militari del nucleo mobile della Compagnia di Grosseto erano intervenuti, trovando la droga.

Mohamed Dkhill, 48 anni, tunisino, la medesima persona assolta l’altro giorno per l’operazione antidroga Carthago, era stato arrestato per detenzione illecita a fini di spaccio di 5,5 grammi di cocaina, 5,9 di eroina, e 3,7 di marijuana; le fiamme gialle avevano compiuto una perquisizione trovando altre sostanze. Ieri il procedimento si è aperto davanti al giudice Marco Bilisari, con la contestazione di episodi di spaccio che coprono un arco di tre anni, dal giugno 2017 al marzo 2020, a vari consumatori, in numerose circostanze e con le medesime sostanze stupefacenti: per accordi tra accusa (viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi) e difesa (avvocato Riccardo Lottini) non è stato necessario sentire i tre militari intervenuti quel giorno e presenti ieri in udienza, è stata acquisita la relazione di servizio. Le altre attività saranno compiute all’udienza di marzo.

La pattuglia aveva individuato Dkhill nei pressi del supermercato, poco dopo le 17, 30 (per gli investigatori aveva fatto finta di mettersi in fila), e l’aveva seguito fino a un parcheggio a poca distanza dalla farmacia. Alla guida della Punto c’era una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, un grossetano di 37 anni noto consumatore di sostanze stupefacenti. Questi aveva ammesso di aver contattato lo straniero per comprare eroina, come già fatto in passato. Dkhill aveva invece spiegato di essere in quella zona soltanto per fare la spesa. Incalzato, aveva però tirato fuori sette involucri termosaldati, tra cocaina ed eroina. Non c’era altra droga né sulla Punto né sulla Bmw, come accertato grazie all’impiego dell’unità cinofila. Venne appurato che entrambi erano fuori casa per motivi non autorizzati dal decreto entrato in vigore quel giorno. Un’ulteriore perquisizione, personale, aveva portato al ritrovamento di 530 euro in contanti (non lavorava dal 2014), una bustina con della cocaina, un telefono cellulare. Un’ora dopo, ancora con l’aiuto del cane antidroga, la perquisizione al domicilio: erano spuntati fuori cocaina, eroina, marijuana. Nulla invece all’indirizzo di residenza. Le modalità di custodia avevano consentito alla guardia di finanza di distinguere tra droga pronta per lo spaccio e droga da confezionare. E a quel punto era stato arrestato. Gli accertamenti successivi, anche grazie all’esame dei tabulati telefonici, avevano consentito alle fiamme gialle di ricostruire la rete dei clienti, con quantitativi, frequenze e prezzi, che ha portato la Procura a chiedere il giudizio per Dkhill, ieri assente.

Pierluigi Sposato

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