«Scomparso in Albania ha affittato un gommone da me sotto falso nome»
isola del giglio. Al secolo si chiama Davide Pecorelli ma al Giglio, per i pochi giorni di permanenza, tutti lo hanno conosciuto come Giuseppe Mundo, di professione geologo come ha riferito.
Pecorelli era scomparso in circostanze misteriose, circa otto mesi fa in Albania. La sua auto era stata ritrovata bruciata. Gli inquirenti avevano anche sospettato un omicidio. Pecorelli era andato là per motivi di lavoro. L’intento era quello di risollevare le sorti dei suoi negozi che si trovavano in difficoltà per la pandemia. Il viaggio, però, per la famiglia che lo aspettava in Italia era diventato un incubo e l’auto che aveva noleggiato a Tirana nel dicembre scorso era stata ritrovata il sei gennaio a Puke, distrutta dalle fiamme. Al suo interno c’erano delle ossa umane, l’orologio di Pecorelli e il suo telefonino. Da quel momento di lui si era persa ogni traccia tanto da pensare a una morte violenta. Un mistero che si è risolto nelle scorse ore, proprio al Giglio dove Pecorelli, sotto falso nome, è arrivato il 13 settembre. Con lo stesso nome falso – Giuseppe Mundo – ha prenotato una stanza in un albergo che si trova a Giglio Porto e il 14 si è presentato al noleggio Ancora Giglio di Angelo Saviano e Ilaria Orlandini, per informarsi sui prezzi dei gommoni. Un bell’uomo, simpatico e gentile. Niente faceva pensare o immaginare che non fosse chi diceva di essere.
«Quando si è presentato da noi – racconta Angelo – ha detto di aver bisogno di un gommone e ha chiesto il prezzo. Noi ci siamo limitati a chiedere dove alloggiasse e chi lo aveva mandato. Abbiamo fatto la verifica presso l’albergo e abbiamo affittato il gommone». Anche ai noleggiatori ha dato false generalità. «Nel contratto di noleggio ha dato il nome di Giuseppe Mundo». Pecorelli ha anche aggiunto qualche notizia sulla sua “professione”. «Ci ha detto – aggiunge il titolare– di essere un geologo che doveva fare delle ricerche per l’Università di Perugia. Aveva con sè delle provette, un piccolo piccone. Aveva acquistato del materiale alla ferramenta del paese e portava a tracolla un cartellino. Non c’era motivo per credere che non fosse chi diceva di essere». In realtà, Pecorelli, un pezzo di verità l’ha raccontata: «Ha detto che era stato un ex arbitro – dicono i titolari del noleggio – e di aver avuto dei negozi di parrucchiere».
I noleggiatori non avrebbero però mai pensato che col gommone potesse arrivare a Montecristo dove è stato trovato dai carabinieri forestali che hanno visto il gommone in difficoltà e sono andati ad aiutarlo. «Quando ci hanno chiamato da Montecristo – dice Angelo – siamo rimasti stupiti perché poi il carburante per tornare indietro non sarebbe bastato».
Nei giorni in cui Pecorelli è rimasto al Giglio ha fatto amicizia con alcuni isolani. Si è fermato a parlare con loro in piazza. È diventato una faccia amica. Tanto lo stupore quando si è diffusa la notizia che Mundo fosse in realtà quell’uomo creduto morto mesi prima. Per il momento ci sono ancora molti interrogativi a cui lui dovrà dare risposta. Intanto il gommone noleggiato è ancora a Montecristo. «Speriamo di poterlo riavere presto– dicono i titolari – lo abbiamo comprato due anni fa e per il momento non lo abbiamo a disposizione. Non possiamo andare a prenderlo e abbiamo perso anche i soldi del noleggio degli altri giorni». L’imprenditore spiegherà tutto quello che è successo in questi otto mesi alla Procura di Perugia.
I magistrati del capoluogo umbro avevano aperto un fascicolo che vedeva tra le ipotesi di reato anche l’omicidio.
Ivana Agostini
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