Toscana
«Tranquillo, Rodolfo il tuo Grigio non è solo»
Caro Rodolfo, alla sorpresa funesta della notizia si è accompagnato il pensiero al tuo fedele, amato, gatto Grigio. Ricordo quando lo chiamavi col tuo vocione per portargli il cibo e la tua presenza, il tuo affetto e godere, tu stesso, della sua compagnia. Tu ci parlavi, con il tuo gatto, e ti rapportavi a lui dicendogli: “vieni da babbo”. La qual cosa mi piaceva tanto. Ti seguiva, Grigio. Un legame indissolubile, autentico, vero. Sentimenti lontani da quelli che viviamo e subiamo nel mondo di oggi. Sei stato, per la nostra città, un personaggio indimenticabile. A volte un po’ schivo, introverso, quasi burbero. Ma generoso, coraggioso, “strano”: ecco, alcuni ti hanno definito così. Non ci dimentichiamo che eri un artista, negli anni d’oro della tua giovinezza, quando la vita ti sorrideva, eri un maestro della pittura. Troppo a lungo sottovalutato. Nonostante le controversie, hai fatto il bello e il brutto del tempo, ma non hai mai tradito te stesso. Un artista non può essere una persona comune. È quella “stranezza” che fa la differenza. Ieri sono passata, tornando a casa, davanti al convento di San Francesco. Ho alzato gli occhi: c’era un cielo bellissimo, rosso, stupendo. E sono rimasta abbagliata, a guardare per minuti quelle nuvole immerse nel colore a formare suggestive figure. Forse era un omaggio a te. Ricevi il nostro abbraccio, amico. Grigio non sarà mai solo.
Anna Cocco
Amica di Rodolfo Nofri
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