Gioco
Il follonichese Giancarlo Cheli al torneo nazionale di scacchi
Maurizio Ceccarelli
FOLLONICA. È presente anche un follonichese nella finale del Campionato italiano a squadre di serie A2 di Scacchi Fsi, iniziato venerdì e che si conclude oggi a Campi Bisenzio.
Si tratta di Giancarlo Cheli, che partecipa per il circolo “Gioacchino Greco” di Cecina. Cinque le formazioni che si danno battaglia: Firenze, Siena, Arzachena e Como oltre alla già citata Cecina. «È la seconda volta che partecipo a una finale di A2 – racconta Cheli – la prima fu nel lontano 2010 con Livorno, è una grande soddisfazione per me che ormai non sono più un ragazzo».
Giancarlo Cheli ha iniziato a giocare da giovanissimo: è stato il padre, giocatore di dama a trasmettergli la passione.
«Avevo appena 10 anni quando alla “Lucciola”di Massa Marittima ho cominciato a prendere confidenza con il gioco degli scacchi – ricorda – Mi colpì subito, mi divertivo, anche se per diventare un giocatore serviva ben altro. Da li poi cominciai a frequentare il bar “Capri” di Follonica, dove c’era un’attività importante per i molti appassionati sia di dama che di scacchi di quel periodo, in pratica era lì il circolo della città dove si ritrovavano ogni giorno».
Erano gli anni’70, gli anni della “sfida del secolo” fra il russo Boris Spasskij e lo statunitense Bobby Fischer, quella che ancora oggi viene considerata come la sfida più famosa della storia delle competizioni ufficiali di scacchi.
«È stato Fabrizio Rombai a insegnarmi a giocare a buon livello – continua – posso dire che era il più bravo, è stato il mio primo maestro, ma anche Fabio Calamassi e Luciano Pasquinelli sono stati importanti per la mia crescita».
Giancarlo Cheli è stato maestro Uisp nel 1977 e candidato maestro nel 2007. «Io giocherò tutti gli incontri in seconda scacchiera – conclude Cheli - Il nostro obiettivo non è certo quello di salire in serie A1, ci sono squadre più forti e attrezzate della nostra, ma quello di fare un buon torneo e mantenere la categoria. Sicuramente non sarà facile ma ci proveremo».
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