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Grosseto

Perugini attacca Conte e M5s Andreucci: «Fallo di frustrazione»

 Perugini attacca Conte e M5s Andreucci: «Fallo di frustrazione»

L’ex pentastellato a marzo si autodichiarò candidato del Movimento 

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la polemica

Emanuele Perugini, candidato con due liste civiche (Polo Civico per Grosseto e Insieme per Grosseto) guarda al presidente del suo ex partito, il M5s, e a Giuseppe Conte e non ha che parole di biasimo.

«Un presidente del M5s – dice Perugini – che oggi non si sa se sia sempre un movimento o un partito viste le giravolte compiute, viene a benedire la candidatura del segretario comunale del Pd, che quasi certamente vede per la prima volta, mentre alle suppletive per il parlamento nel collegio di Siena il segretario nazionale del Pd si presenta senza il simbolo», dice Perugini, riferendosi al comizio tenuto da Conte a Grosseto mercoledì a sostegno di Leonardo Culicchi. «I leader nazionali appaiono sempre più lontani dai problemi dei territori, e anche da quelli di tutti i giorni dei cittadini» e «d’altronde, sebbene tutti tuonino da sempre che il popolo deve scegliere chi governa, oramai si susseguono presidenti del consiglio non eletti come quello attuale, spesso nemmeno ipotizzati prima delle elezioni, e addio libertà di scelta. Il teatrino è diventato veramente stucchevole», dice. Dal canto suo, «sono decenni – dice Perugini – almeno da quando Montanelli invitò a votare turandosi il naso, che tanti in cabina elettorale mettono la croce sul meno peggio, e sempre più sono quelli che hanno proprio rinunciato a recarsi a votare. È a queste persone per prime a cui rivolgo il mio appello: la mia candidatura vuol proprio mettere la coerenza al primo posto».

Non tarda ad arrivare la reazione del M5s di Grosseto. «Quello dell’aspirante sindaco Emanuele Perugini – dice la candidata consigliera Laura Andreucci – non è altro che l’ennesimo “fallo di frustrazione”: sino a pochi mesi fa ha millantato l’essere il candidato di Giuseppe Conte, oggi lo attacca dimostrando, “scarsa lucidità” politica e totale incoerenza. “Basta farse” dice Perugini. Ed è veramente comico sentire queste parole da chi si è vantato per mesi di essere il candidato del nuovo M5s di Conte. Perugini è perfettamente consapevole che la sua arrampicata non avrà successo: non riuscirà neppure a superare la soglia minima di voti percentuali necessari per essere eletto consigliere con un movimento che si avvia a ottenere percentuali da prefisso telefonico. Tra l’altro, dimentica che Culicchi non è segretario del Pd, ma si è dimesso proprio a garanzia dell’equilibrio e imparzialità della coalizione».

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