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LA STORIA 

Nonna Luigina muore di Covid e Clarissa si vaccina in camper

Tommaso Silvi
Nonna Luigina muore di Covid e Clarissa si vaccina in camper

La studentessa 14enne si è sottoposta alla prima dose fuori dalla sua scuola La mamma: «Ero titubante, ora ho capito quanto conta proteggersi dal virus» 

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Tommaso Silvi

GROSSETO. Chiude gli occhi. Un po’ di paura dell’ago. È normale. E magari anche un ricordo che le attraversa la mente. Che fa male. Ma non è tempo di piangere. Lei ormai è grande. E poi a due passi c’è anche la mamma. Che la guarda e sorride.

«Mia figlia voleva vaccinarsi da un po’, ma io ero titubante. Oggi l’ho portata qui perché voglio che si protegga dal virus. In segno di rispetto verso tutte quelle persone che si sono prese cura di sua nonna, mia madre. Lei questa battaglia l’ha persa. Noi dobbiamo vincerla anche nel suo ricordo». Nel giorno del rientro in classe al villaggio scolastico di Grosseto c’è il camper per le vaccinazioni. Un’iniziativa della Asl per accelerare la campagna anti-Covid. Poco prima delle 12 sul “seggiolone” all’interno dell’ambulatorio mobile è seduta Clarissa Detti, 14 anni, iscritta al secondo anno di liceo. È la nipote di Luigina Noferi, ultraottantenne deceduta all’inizio della settimana all’ospedale Misericordia di Grosseto. Era ricoverata dalla metà di agosto. Aveva contratto il virus. E non ce l’ha fatta a ricacciarlo indietro. La mamma di Clarissa, Marina Savoi, è la figlia di Luigina.

«Mia madre non ha fatto in tempo a fare il vaccino, le era stato sconsigliato per alcune patologie che aveva e che non la mettevano in una condizione di totale sicurezza di fronte all’inoculazione. È morta due giorni fa – racconta Marina Savoi mentre l’operatore della Asl fissa il cerotto sul braccio della figlia, che ha appena ricevuto la prima dose Pfizer – e io mi sono definitivamente convinta. Ho detto a Clarissa che l’avrei portata a fare il vaccino. Mi sembra un atto dovuto. Ora più che mai».

Quella del camper è un’iniziativa che funziona. Lo dicono i numeri. Da inizio agosto, in provincia di Grosseto, con il centro vaccinazioni su quattro ruote parcheggiato di fronte alle spiagge grossetane più frequentate, ma anche negli spazi di importanti eventi della Maremma, come FestAmbiente e la Fiera di Ghirlanda, sono state vaccinate 1.134 persone. Il tour per le scuole prevede sette tappe con il camper posizionato nelle aree adiacenti i principali plessi scolastici, dalle 8 alle 13,30.

Ieri, all’esordio scolastico dell’ambulatorio mobile sono stati 14 i ragazzi che hanno colto l’occasione di fare la prima dose di vaccino Pfizer.

«Siamo solo all’inizio e lo considero comunque un buon risultato – spiega Fabrizio Boldrini, responsabile di zona dell’Asl –, magari possiamo migliorare orari e modalità di vaccinazione, ma l’obiettivo è quello di vaccinare l’ultimo pezzetto di popolazione, tra cui anche gli studenti, che ancora non l’hanno fatto. Questo è molto importante perché ci consente di raggiungere l’immunità di gregge che è la condizione fondamentale per affrontare il futuro con una relativa tranquillità». L’azienda sanitaria Sud est è soddisfatta. Lo si intuisce anche dalle parole della dirigente scolastica Maria Cristina Alocci .

«Il camper all’interno della cittadella dello studente il primo giorno di scuola ha un alto valore simbolico – dice Alocci – ed è un invito molto forte ai ragazzi a vaccinarsi. Abbiamo pensato, d’accordo con l’Asl, per il prossimo appuntamento del camper alla Cittadella, il 20 settembre, di allungare i tempi fino al pomeriggio per offrire ai ragazzi una maggiore possibilità di vaccinarsi. Il nostro auspicio – sottolinea – è quello di riscontrare una più ampia partecipazione dei nostri studenti, e lo abbiamo fatto attivamente anche inviando una mail a tutti i genitori».

Maria Cristina Alocci conclude rivelando la sua speranza. «Mi auguro che attraverso il vaccino si possa raggiungere quanto prima una quasi normalità non solo scolastica, che per noi è molto importante, ma anche sociale e relazionale».

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