Il Tirreno

Grosseto

la prima campanella 

La scuola torna “normale” e i ragazzi esultano

Tommaso Silvi
La scuola torna “normale” e i ragazzi esultano

Ieri l’inizio delle lezioni: addio alla didattica a distanza. La gioia degli studenti che si rivedono dopo i mesi neri della pandemia

2 MINUTI DI LETTURA





Tommaso Silvi

GROSSETO. Dicono che preferivano stare in vacanza. Ma i loro sorrisi parlano da soli. E spuntano anche dalla mascherina.

Si vedono da lontano, sul marciapiede della cittadella dello studente, e iniziano a ridere a distanza tra di loro. Una risata mista di felicità e imbarazzo. Di nuovo insieme. Finalmente insieme. A scuola. La scuola vera. Non quella di fronte al computer, nella cameretta, che tutti abbiamo imparato a conoscere come didattica a distanza. Figlia dell’epoca nera della pandemia. Ieri mattina la prima campanella. Senza disagi. Perché i ragazzi ormai hanno imparato a convivere con il virus. Come tutti. Alle 7,45 il villaggio scolastico si popola di zaini, motorini e genitori che accompagnano i figli in auto.

Gli ingressi a licei e istituti sono organizzati in modo da non creare assembramenti. Gli studenti accedono alle classi a orari differenti. E sono varie anche le vie d’accesso agli edifici. Il personale scolastico – quelli che un tempo venivano chiamati bidelli – controlla che tutto proceda per il meglio. Braccia incrociate, sguardo vigile. Chi attende di sedersi al banco scambia quattro chiacchiere. Sono gruppi di adolescenti gioiosi, la stragrande maggioranza dei quali con la mascherina.

«A dire la verità avremmo preferito continuare le vacanze, ma tornare a scuola è comunque un momento di festa». Jeans, maglietta a maniche corte nonostante il fresco della prima mattina e una sigaretta tenuta goffamente tra le mani. Sono studenti dell’agrario e del tecnico. «L’anno scorso – dicono – abbiamo fatto lezione soprattutto da casa, e non era piacevole. Ora torniamo a vederci, è tutta un’altra cosa». E poi ci sono i genitori. Curiosi, anche un po’ spaesati. Vogliono vedere, capire come funziona la scuola post-Covid. Quasi come fossero bidelli-bis, anche loro fanno attenzione a come si comportano i ragazzi. E fioccano le raccomandazioni allo sportello dell’auto, prima del classico saluto al figlio, o alla figlia: «Comportati bene».

Anche gli insegnanti hanno negli occhi la voglia di ripartire. In piena normalità. Senza essere costretti a spiegare di fronte a una webcam. All’ingresso mostrano il Green pass, come vuole la legge. E poi via verso la sala professori. A preparare la prima lezione dell’anno. Anche se la situazione docenti in provincia non è delle migliori. Al momento sono 80-90 gli insegnanti che hanno rinunciato all’incarico – soltanto due quelli senza Green pass –, ma entro venerdì quei posti che sono rimasti scoperti dovrebbero essere riassegnati. Per ora ciò che conta è la ripartenza. Davanti alla lavagna. E non allo schermo di un computer.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze