Attenzione
Sos per l’ex Copaim: rischia la chiusura
Spadi in allarme presenta una mozione in Regione. Il senatore Berardi: «Tavolo di crisi e interrogazione al viceministro»
Ivana Agostini
ALBINIA. Nubi tempestose si addensano, non per la prima volta, sulla testa dei dipendenti della ex Copaim delle Topaie, non lontano da Albinia.
Uno degli insediamenti industriali più importanti nella zona, che per molto tempo è stato un fiore all’occhiello del territorio, potrebbe scomparire e chiudere i battenti. Questa la sensazione che hanno molti dipendenti preoccupati per le insistenti voci che parlano di chiusura dell’azienda. La ex Copaim, dal 2017, è diventata Sapori e Gusto Italiani del gruppo Beretta.
L’azienda, conta, al momento, circa una cinquantina di dipendenti. Nel 2015 erano circa 80. È arrivata anche ad averne un centinaio. L’ultima riduzione del personale risale al dicembre 2019.
Nel 2020, era stato chiuso un settore produttivo. Da allora i dipendenti si sono divisi fra la cassa integrazione e alcuni giorni di lavoro a testa.
La notizia di una nuova crisi della ex Copaim sta circolando, insistente, da alcuni giorni tanto da preoccupare anche le istituzioni.
«Voglio vederci chiaro. Non si abbandona così un territorio – dice il senatore Roberto Berardi pensando a una probabile chiusura – su questo argomento farò un’interrogazione parlamentare. Sottoporrò la situazione al viceministro dello sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin. Proporrò di aprire un tavolo di crisi per proporre alternative a un’eventuale chiusura. Farò di tutto per salvare i posti di lavoro dei dipendenti».
Preoccupazione è stata espressa dalla consigliera regionale Donatella Spadi che presenterà una mozione sulla situazione dell’azienda che – dice – «da mesi è entrata in forte crisi economica trovandosi costretta ad attivare la cassa integrazione per tutti i dipendenti presenti dello stabilimento di Albinia. La Regione Toscana – continua Spadi – deve stare al fianco dei lavoratori e tutelare il loro futuro. La crisi di Sapori di Gusto italiani sta destando preoccupazione in tutta la Maremma perché da anni lo stabilimento dà lavoro a tanti cittadini. Solo nel 2015 i dipendenti che lavoravano nell’azienda erano circa 100, adesso sono appena 50 con il rischio di perdere il lavoro definitivamente. Voglio presentare una mozione in consiglio regionale per fare luce sulla situazione e chiedere l’intervento della Regione Toscana. Per troppo tempo siamo rimasti in disparte, adesso è il momento di intervenire».
Se la chiusura dovesse concretizzarsi circa 50 dipendenti resterebbero senza lavoro. Un danno enorme per il territorio. «L’interesse primario deve essere la tutela dei posti di lavoro», conclude la consigliera. Una situazione preoccupante che arriva in un momento difficile dove già molte persone si trovano in difficoltà lavorative per la pandemia.
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