Il Tirreno

Grosseto

vetulonia e cosa 

Dipendenti costretti a fare acrobazie con turni complicati

El. Gi.
Dipendenti costretti a fare acrobazie con turni complicati

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COSA. Anche nell’antica città di Cosa è andata in pensione una persona il 31 maggio, e dal 1º giugno non ci sono più i numeri per far quadrare il meccanismo. Al lavoro sono rimasti solo 5 custodi, con lo stesso meccanismo di turnazione di Roselle e tantissime difficoltà a coprire un’area che, seppur inferiore come ampiezza rispetto a quella (16 ettari), comprende anche una struttura complessa da gestire come il Museo archeologico nazionale.

Fatte due somme il personale è veramente scarso e la direzione degli scavi ha optato per il taglio anche qui di un giorno settimanale – il lunedì – anche se non è escluso che si arrivi a due giorni o ad altri tipi di riduzione oraria per l’utenza.

Tutto questo sempre per colpa della carenza di personale. Da martedì a domenica gli scavi di Cosa sono aperti dalle 9,30 alle 19. E dalle 13 alle 14,30 (ma questo succedeva già prima del 1º giugno) anche qui c’è un’ora e mezzo di chiusura della biglietteria. Sempre a Cosa i custodi si stanno impegnando molto per mantenere gli orari, ma a prezzo di mille acrobazie e sperando che non si ammali nessuno. Si respira l’attesa, ma più che altro la speranza di nuove assunzioni, di cui però non paiono esserci prospettive a breve termine.

La situazione peggiore si manifesta però a Vetulonia dove ci sono solo due custodi. L’area è chiusa non uno ma due giorni a settimana, il lunedì e giovedì. E da anni. Con soli due custodi sarebbe impossibile tenere aperto il sito “sempre”, data la complessità del parco diramato su più zone anche distanti tra di loro: l’area archeologica di Costa murata è lontana dalle tombe Pietrera e Diavolino circa 3 km e le stesse tombe sono distanti tra loro. Il meccanismo è tale: Costa Murata è aperta e con i custodi dalle 9,30 alle 13,30. Poi loro chiudono e “migrano” alla tomba della Pietrera (a 3 km), che per la prima volta da giugno è aperta ed effettua orario 14,30-18. Tra l’altro questo autentico gioiello ha registrato splendidi numeri in termini di presenze, segno che l’attenzione c’è eccome. E si è riaccesa in tempi di Covid con la riscoperta dei siti en plein air. Solo ad agosto 650 persone hanno ammirato lo straordinario manufatto a tholos lungo la via dei Sepolcri. La tomba del Diavolino invece è chiusa per un mix di Covid e carenza di personale, avendo solo un’imboccatura stretta per l’accesso e l’uscita. La conformazione imporrebbe personale per i controlli antivirus, ma il personale non c’è. E finché non ci saranno altri custodi sarà possibile aprirla solo in casi eccezionali. Come quelli previsti il 17 e 25 settembre, in concomitanza con le giornate del patrimonio europeo. In sintesi: si aspetta personale. Si aspettano assunzioni. Di cui però non c’è nulla nell’aria.

La direttrice

Il Tirreno ha contattato la direttrice Susanna Sarti, già funzionaria archeologa della Soprintendenza e attuale direttrice delle tre aree archeologiche nazionali di Roselle, Cosa e Vetulonia, la quale conferma le difficoltà del personale «ancor più complicate – spiega – quando si tratta di aree ampie e articolate. Tutti speriamo che ci siano nuove assunzioni anche per non vanificare gli sforzi che i il personale sta facendo per tenere aperti i siti con orari che grossetani e turisti si aspettano». El. Gi.

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