Sicurezza
Ancora non rilasciato il Green pass alla maestra guarita dal Covid
Una falla nel sistema le nega il documento indispensabile per andare a fare lezione
il caso
Alla vigilia dell’inizio delle lezioni, ancora nessun segnale di sblocco dell’assurda situazione in cui si è ritrovata, suo malgrado, un’insegnante grossetana di scuola elementare, di 55 anni, che lavora nel capoluogo.
La sua storia è stata raccontata dal Tirreno il 4 settembre.
Vaccinata con una dose di Astrazeneca a febbraio, ammalatasi a marzo e guarita dal Covid, dunque immune, il suo Green pass scade oggi perché, per una falla nel sistema, pur essendo immunizzata rispetto alla malattia – avendo naturalmente prodotto gli anticorpi contro il coronavirus Sars-Cov2 a seguito dell’infezione e della guarigione – il sistema di registrazione dello stato dei cittadini continua a tener conto dell’unica dose somministrata a febbraio e dell’infezione, trascorsi sei mesi dalla quale il Green pass scade automaticamente.
«Da diverse settimane l’Asl e il medico mi avevano detto di aspettare, che si sarebbe risolto tutto con l’avvicinarsi della scuola, ma siamo alla vigilia e non è cambiato nulla», spiega al Tirreno la donna che, lavorando con dei minori, chiede di rimanere anonima.
Così come è, a scuola non può mettere piede. «Anche il 10 settembre, in occasione dell’ultimo collegio docenti, la dirigente ha ribadito che senza il codice Qr del Green pass a scuola non si può accedere», spiega l’insegnante.
L’unica via è fare i tamponi, in modo continuativo, cioè uno ogni 48 ore, che è il tempo di validità di un tampone. Una pratica che è a carico dell’insegnante, che porta via tempo, che a lungo andare può dare dei fastidi alle mucose.
«Ahimé, non ho scelta – dice l’insegnante – Ho già prenotato il primo tampone».
Il suo non è un caso isolato, ma riguarda tutte le persone che hanno avuto la prima dose all’inizio dell’anno e poi, in attesa del richiamo, si sono ammalate e sono guarite.
Nei giorni scorsi un caso fotocopia a quello grossetano è emerso anche a Livorno, con lo stesso esito.
La Regione Toscana ha fatto sapere – nei giorni scorsi – di aver sollecitato il ministero dell’Istruzione per ricevere disposizioni specifiche su casi come questo, ma di non aver avuto riscontri.
F.F.
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