Toscana
Elezioni, Potere al popolo: «Per una città pubblica»
Il partito candida sindaco Matteo Di Fiore e propone un cambio di rotta: «Obiettivo centrale, difendere l’interesse collettivo»
GROSSETO. «Ci presentiamo alla città con una lista che rappresenta chi è escluso dal sistema di potere bipolare: della destra guidata da Vivarelli Colonna e della grande coalizione a trazione Pd e 5stelle. Due facce della stesse medaglia che ritroviamo insieme al governo Draghi, a rappresentare gli interessi privati contrapposti a quelli della collettività».
Potere al popolo si è presentata così, sabato, alla città con il suo candidato sindaco, Matteo Di Fiore, e i suoi candidati al consiglio.
«Proponiamo un cambio di rotta – dice Potere al popolo – che metta al centro l’interesse pubblico contro il Partito Unico degli Affari. I 5 stelle, partiti come antisistema, si sono resi complici delle peggiori politiche antipopolari del governo Conte e Draghi. Dai pacchetti sicurezza, allo sblocco dei licenziamenti, passando da quello degli sfratti fino a mettere in dubbio il proprio cavallo di battaglia: il reddito di cittadinanza».
La proposta programmatica di Potere al popolo, che sarà pubblicata online a partire da oggi, insieme alla raccolta fondi per la campagna, sarà quella della «città pubblica». Ovvero «un modello di città che si pone l’obiettivo centrale di difendere l’interesse collettivo attraverso la difesa del pubblico contro i processi di privatizzazione e di austerità applicata a livello locale, per un controllo e un rinnovato protagonismo popolare. Vogliamo essere uno strumento di organizzazione e rappresentanza politica dei lavoratori e delle lavoratrici, dei disoccupati e dei precari, dei giovani e pensionati, degli abitanti delle periferie che non vogliono abbassare la testa di fronte a un sistema marcio fatto di miseria, devastazione ambientale e sfruttamento. Lo facciamo ponendo il piano dell’indipendenza politica dal blocco partitico delle compatibilità con le logiche di mercato. Vogliamo rompere con la rassegnazione: siamo arrivati fino a qui senza strumenti che non siano i nostri. Non abbiamo fondazioni, imprenditori o banche alle spalle, il nostro attivismo è militanza, e la mettiamo al servizio del popolo, per organizzarci insieme e costruire insieme una società alternativa fatta di giustizia sociale e ambientale».
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