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«Falusi, la Regione pretende un affitto da 117mila euro»

«Falusi, la Regione pretende un affitto da 117mila euro»

La segreteria del Pci delle Colline metallifere va all’attacco sui costi della Rsa «Assurdo far pagare un simile canone per un edificio con lacune strutturali»

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FOLLONICA. «Ma sulla Rsa Marina di Levante, dove grava un affitto di 117mila euro preteso dalla Regione Toscana per ospitare anziani non autosufficienti, la maggioranza e il Comune non dicono nulla?».

Questa la domanda che si pone la segreteria del Pci delle Colline Metallifere, che entra nel merito dei costi della residenza sanitaria assistenziale del Falusi. A firmare la nota sono Mauro Lorenzini, Valter Cioni e Daniele Gasperi i quali si chiedono se non convenga forse «affidare tutto ad altri soggetti», dato che se i costi sono alti «vanno a gravare in prima battuta sulle casse dell’istituto ma le conseguenze vere le pagano ospiti e lavoratori».

«Far pagare – attaccano dalla segreteria del Pci – un simile affitto a una Rsa che presenta tra l’altro lacune strutturali evidenti è assurdo e paradossale, e se il bilancio del Falusi non regge è proprio perché quest’onere abnorme e smisurato grava sulle casse dell’istituto. Ed è assurdo perché la struttura è di proprietà della Regione Toscana a cui fa capo il servizio per la non autosufficienza e che è gestito da un’Asp (azienda pubblica di servizi alla persona, ndr), quella del Falusi, creata dalla Regione stessa con una legge specifica».

Per i firmatari dell’intervento «conviene forse affidare tutto ad altri soggetti perché se la cosa è pubblica i costi aumentano e vanno a gravare in prima battuta sulle casse dell’istituto, ma le conseguenze vere le pagano ospiti e lavoratori».

Infatti – proseguono Lorenzini, Cioni e Gasperi – «è come se da una parte la Regione elargisse le quote sanitarie e dall’altra recuperasse quanto speso imponendo un affitto che equivale a sottrarre 6 delle quote erogate. Certo per far quadrare i conti che devono tornare la cosa più semplice è incidere sul personale eliminando servizi ritenuti, a torto, superflui e incidendo sul costo del lavoro o continuando a esternalizzare anche se nella campagna elettorale delle elezioni regionali l’annuncio dei vertici della Regione, Giani e Rossi, era quello di tornare alla gestione pubblica».

Il Comune di Follonica «continua a rimanere in silenzio – prosegue la segreteria la segreteria del Pci delle Colline Metallifere – così come lo fanno le forze di maggioranza, soprattutto quelle che si dichiarano di “sinistra” che evidentemente non vogliono fare sgarbi a Benini e soprattutto al Pd per evitare di essere costretti ad uscire dalla maggioranza perdendo quei posti guadagnati con l’alleanza. Ma a Follonica non si tace solo per l’affitto, il silenzio è esteso anche alla situazione in cui versa il cda commissariato da mesi attraverso una scelta compiuta unilateralmente dal sindaco di Massa. Evidentemente gli interessi del Comune e della maggioranza sono altri. Accidenti al meno peggio», chiude la sua nota la segreteria Pci.



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