Sicurezza
«La scuola fa tante cose buone per questi ragazzi»
Sono oltre 100 i bambini e i ragazzi con disturbi dello spettro autistico che frequentano le scuole del Grossetano. Il dato lo dà Ettore Caterino, neuropsichiatra infantile, responsabile settore autismo dell’Asl Toscana sud est.
«La continuità con uno stesso insegnante, per le persone autistiche, ha dei lati positivi ed è fondamentale quando i bimbi sono piccoli – spiega Caterino – perché dà una stabilizzazione della parte emotiva e una continuità del percorso cognitivo. A volte, però, c’è qualche piccola controindicazione, come forme di dipendenza da quel preciso metodo di insegnamento».
A ogni modo «la scuola fa tante cose buone per l’autismo», dice Caterino, che cita il progetto Margherita sulla “Costruzione dei laboratori del fare condiviso”, il quale mette gomito a gomito ragazzi autistici e non. «Stare insieme a una persona autistica arricchisce reciprocamente». Per questo sin dalla legge 104 del 1992 è previsto un percorso di collaborazione tra Asl e scuola. Da diversi anni l’autismo è in aumento, perché le diagnosi sono più precise, e perché le cause, genetiche e ambientali, sono più frequenti. «Ma in circa il 10 per cento dei casi, con la diagnosi precoce, dallo spettro autistico si può uscire», dice Caterino.
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